Il producer italiano Marco del Bene aka MKDB – già premiato come best soundtrack al New York Across the Globe Film Festival per la colonna sonora di Not To Forget – torna con OSAKA I DANCE, un album cantato che segna una svolta netta e consapevole nel suo percorso artistico. Una ballad contemporanea che attraversa il blues, la forma-canzone e la poesia, sostenuta dalla sua riconoscibile cifra elettronica, qui messa al servizio di una scrittura emotiva, politica e profondamente umana, in cui – fin dal respiro della prima traccia – emerge il ritorno a una forma più esposta, fragile e necessaria.

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Dopo anni di sperimentazione elettronica, performance audiovisive come Borders e tanta musica per il cinema e l’arte, per il 2026 Marco del Bene sceglie il terreno della canzone per affrontare il tema del conflitto, della violenza e delle nuove solitudini globali. OSAKA I DANCE nasce come un disco “leggero” solo in apparenza: 10 tracce sotto la cui superficie melodica si muove una riflessione stratificata sulle deflagrazioni atomiche del presente, sui nazionalismi, sulla tecnologia come promessa e minaccia, sull’incapacità dell’uomo di imparare dalla propria storia.

Lo stesso titolo dell’album prende forma da un’immagine disturbante e visionaria: Osaka – oggi città simbolo dell’Expo e del progresso – colpita da una bomba atomica in un’illustrazione curata da MKDB – richiama atmosfere distopiche alla Blade Runner. Un riferimento che diventa metafora di un mondo che corre verso il riarmo e la chiusura, mentre la memoria collettiva – sommersa dai detriti – sembra dissolversi. Da un’unica esplosione, racconta l’album, la materia si frantuma in esistenze isolate: solitudini diffuse, contemporanee, individuali e collettive, unite solo da una fragile consapevolezza comune.

Le dieci tracce che compongono OSAKA I DANCE alternano così poesia, spoken word e canzoni, costruendo un percorso coerente dedicato al contemporaneo: nessuna risposta, nessuna soluzione, ma frammenti di umanità, vibrazioni emotive, storie minime che riflettono un disagio condiviso. Tra tutti, il dialogo tra parole e suoni in BLUEBIRD, storica poesia di Charles Bukowski qui musicata, rafforza lo spessore poetico del progetto e ne esplicita la tensione tra intimità e disincanto. La poesia diventa così uno spazio di resistenza, un luogo in cui la fragilità individuale si trasforma in gesto politico.

“L’idea di base è stata quella di sviluppare un album di canzoni” spiega Marco del Bene, “dopo tanta musica sperimentale, audiovisiva e elettronica, dedicato a un tema importante ma che riuscisse allo stesso tempo a rimanere leggero. La storia la conosciamo, conosciamo l’atomica in Giappone e malgrado tutto l’universo mondo si sta dirigendo verso politiche di riarmo, nazionalismi, protezionismo considerando tutto quello che è diverso un’aberrazione. Sembra che la storia non ci abbia insegnato nulla, in realtà è l’uomo che non riesce a superare la sua natura. OSAKA I DANCE nasce proprio dalla sensazione di conoscere già la strada ed il risultato di questa escalation. I brani raccontano storie di umanità che, partita da un’unica esplosione, polvere della stessa materia si disgrega in solitudini. La solitudine è ovunque, uniti dall’enlightenment, la solitudine è diffusa in ogni vita, In ogni inizio una fine, in ogni vita una sola anima. Non mi sento appartenente a questo mondo, non riesco a capacitarmi che tutto sia rivolto verso lo scontro, il progetto è rivolto a trascrivere questa sensazione grazie alla musica, la vibrazione”.

L’album è anticipato da due singoli in uscita il 27 dicembre 2025CHAMPIONS OF LONELINESS, accompagnato da una copertina firmata dall’artista Andrea Lelario – una falena simbolo di isolamento, tratta da un’opera oggi conservata nei taccuini delle Gallerie degli Uffizi di Firenze – e LARAS BIRTHDAY, sostenuto da una fotografia di Marek Dobry. Due brani che introducono con forza i temi centrali del disco: l’educazione alla violenza, la solitudine come destino collettivo, l’illusione della protezione.

Il disco firmato interamente da Marco del Bene aka MKDB vede la collaborazione vocale di Sophia DB, nelle parti rap e cantate. 

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