Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+4) delle nuove uscite di venerdì 16 ottobre, secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi e bocciati, da ascoltare subito.

Primo Ascolto 16 ottobre: la Top 10 delle nuove uscite

14 – Tate McRae – Housewife
Ci riprova, dopo qualche successo, da noi invero piuttosto modesto ma in America di maggiore portata. Qui ha un brano monocorde con vocalità trail sussurrato e il falsetto. Non sgradevole, però trascurabile. 

13 – Carl Brave – Odissea
Dopo anni in prima fila, una breve pausa per raccogliere idee. Forse non sono più i tempi dell’indiepop e del cantautorap, la forma si aggiorna un po’  E l’odissea è metafora biografica. Poi dopo un avvio quasi sottovoce si balla a tutto ritmo, così, all’improvviso, quasi senza accorgersene. Senza infamia nè lode a primo ascolto, ma con prospettiva di crescere a ripetuti ascolti. 

12 – Zach Bryan feat. Lana Del Rey – Lies
Una ballata country a giro armonico con un pianoforte che sembra suonato da uno che ha imparato a suonare da tre giorni…La linea melodica si salva un po’, per l’interpretazione, ma la musica è proprio poca cosa. Minimalismo ok, ma perchè?

11 – Ashe – Stop the wedding
Melodia un po’ antica e familiare, il country ha questo potere e si disgiunge presso il pubblico tradizionale dal pop iperprodotto per questa presunta o reale riconduzione all’ordine. Cantautrice americana che esterna a tutti noi i dubbi in occasione del suo (vero) matrimonio. Grazie della fiducia, ma perchè?

10 – Florence Road – Wish Upon You
Band femminile al sapore country rock, qui un po’ confusa nell’arrangiamento sovraccaricato e nel tono di voce lamentoso della solista, che sembra un po’ parodiare Chrissie Hynde prima di mettersi a fare un lamento costante. 

9 – Ellie Goulding – For Your Entertainment
La tipica cantante rimasta a metà del guado, tra grandi successi che però non hanno reso il suo personaggio più popolare delle canzoni stesse, un po’ come quando pensi a quella ragazzina del liceo che non sapevi se fosse bella o solo carina e che in popolarità era sempre superata da qualche altra meno interessante. Il titolo del brano è un manifesto che dovrebbe essere un programma di vita per tutti coloro che fanno musica. Farla per divertirci. Invece tanti ci annoiano. Questo è un brano quasi classico nelle sue linee, poi si modernizza con la base. Anche un po’ Abba-esque, pur banalotto nella sequenza armonica. Insomma il premio è più all’iniezione dichiarata nel titolo che al risultato

8 – Fabri Fibra, Neffa – Vertigini
Quando il pubblico italiano capirà che il rap ha ormai dei classici, andrà giustamente a venerare i dischi, non solo i vecchi ma anche i nuovi, di gente come loro come se fossero i cantautori storici degli anni Settanta. Solo così sarà giustizia. Il pezzo è bello, tonalità minore, riflessiva, a tratti cupa. Ottimo prodotto, davvero. Per ogni generazione c’è da imparare. Anche per chi è cresciuto prima che nascesse il rap, anche per chi nasce oggi a suon di rap. Ascoltare e capire cos’è il ritmo legato all’espressività delle parole, non solo flow. 

7 – Tormento, Noemi, Guè, Shablo – Luci e ombre
Tanta gente tutta insieme e tutti bravi nel proprio ambito, un bel pezzo pop che purtroppo non farà molta strada. Rimane però il rinnovo del sodalizio che fece a modo suo storia al Festival di Sanremo l’anno scorso, ovvero la prima volta di un producer in gara con featuring di vari cantanti e rapper. Con la vena blues di Noemi a intrecciarsi al soul di Tormento e alla base vintage di Shablo sul rap crudo di Gue, il misto frutta si fa ancor piu pregiato. 

6 – Santi Francesi – Due come noi due
Non vinceranno il titolo di migliore canzone, ma sicuramente di miglior titolo da anni a questa parte, un’allocuzione talmente semplice che nessuno ha mai utilizzato e risulta attraente. Il brano è montagne russe di dinamiche, tra chitarre ora stoppate ora liberate a pennate a tutto volume. Hanno sempre belle cose da dire, è ora del salto di qualità, non tanto compositivo quanto di visibilità, altrimenti rischiano l’occasione persa. 

5 – Victoria Monét feat. Bruno Mars – That’s Why I Love You
Sorpresa pazzesca all’avvio di questo brano, quando si apre con il bolero di Ritornerai cantato da Bruno Lauzi in persona, campionato e piazzato a schiaffo in apertura. E in effetti mi è capitato in pochi giorni di sentire per ben due tre volte in radio questo attacco, quasi meravigliandomi che venisse ripescato in playlist oggi sclerotiche, ma pensai a un momento di revival e banalmente cambiai canale senza aspettare l’evoluzione del pezzo, con le voci che entrano a farne un’altra magia e un ritmo che, pazzesco, evolve in un cha cha che sembra una bachata….follia pura, ma affascina e lascia a bocca aperta noi italiani.

4 – Gaia – Senz’allegria
Continua a “vanonizzarsi”, quanto meno questa volta nel titolo. Di brasiliano qui c’è l’attacco del gancio melodico, poi si va su un latineggiante con cassa in quattro. Bel pezzo comunque, e non certo triste come evocherebbe il titolo. Si balla anche senz’allegria, eccome.  

3 – Drake, Don Toliver, Yebba – Cold Shoulder
Pazzesco come il dominus assoluto delle hit parade degli anni Dieci sia sparito nei ranghi in un amen pur continuando a produrre. Sarà nostalgico dare fiducia a questo brano? Forse solo perchè lo canta lui, perchè sul lato musicale è una nuova sonorità che potremmo quasi chiamare “gospel-trap”. Se usate il termine, rivendico la paternità, eh.

2 – Chloe Qisha – Question Of The Day
Uau, che sonorità, che clap accattivante. Un alt-pop originalissimo, minimalista nell strofa e attraente nelle aperture, fino al ritornello contagioso, da inno. Da tenere racconto, se le cose originali hanno ancora cittadinanza nelle radio.

1 – Take That – Higher
La cosa più vicina ai Bee Gees che la musica di oggi possa permettersi. Singolo bellissimo, funky disco, con una spruzzata di melodia un po’ malinconica ma nel complesso sereno e felice. Ti manda a stare bene. E, come ai tempi di Never Forget, con sorpresa, a cantare è Howard, sotto la migliore penna pop della sua generazione, quella di Gary Barlow. Paradossalmente hanno raccolto meno di quanto meritassero, ora che sono artisti veramente maturi e di gran livello. 

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