Pino Scotto, ex frontman dei Vanadium, dei Fire Trails e dei Pulsar, non risparmia critiche al Festival di Sanremo 2023 e ad Amadeus.
“Un persistente senso di vomito è quello che ho provato guardando lo spettacolo condotto da Amadeus. pensavo fossimo solo il Paese più ignorante d’Europa e invece meritiamo l’estinzione, facciamo schifo. Mi sono sforzato di guardarne una serata, ma non ho trovato tre note a fila che potessero definirsi musica. Ma chi è ‘sto stronzo che ha scelto i pezzi? Amadeus? E quando mai ha capito qualcosa di musica, questo qui? Credo si sia toccato il fondo. Ormai le canzoni non contano più un cazzo!”
Queste le parole riportate da MowMag. Pino Scotto poi svela un aneddoto.
“Un anno avrei dovuto partecipare. Solo che, giusto per godermi le facce di chi mi ci voleva mandare, minacciai di tirarmi fuori il pisello sul palco per metterlo in mano, in diretta, alla cantante con cui avrei dovuto eseguire il brano. Lei era una bella tipa, prorompente, che faceva dance negli anni ’80. Stranamente preferirono lasciarmi a casa…”
Sanremo 2023, Pino Scotto contro il Festival e Amadeus
“Credo che si sia toccato il fondo. Ormai le canzoni non contano più un cazzo. Conta il gossip, come si vestono tutte le marionette disposte sul palco, e come scoreggiano. Della musica non frega più un emerito cazzo a nessuno. Tanto tempo fa era diverso. C’erano Modugno, Tenco. E finito il Festival non si parlava altro che delle canzoni.”
Queste le parole di Pino Scotto che nei giorni scorsi nell’intervista aveva attaccato anche i Maneskin!

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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