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Testo e significato di Barche di carta, il brano di tellynonpiangere, inedito presentato per la prima volta durante il quinto live di X Factor 2025.

Qui le nostre pagelle sugli inediti.

“Barche di carta” è il racconto di qualcuno che sente di stare affogando ovunque: dentro, nei pensieri che pesano, e fuori, in un mondo che non dà tregua. In mezzo a questo mare agitato, però, ci sono le persone che ha accanto, che diventano l’unico ossigeno possibile: presenze che non cancellano il caos, ma lo rendono respirabile, almeno per un po’.

È una canzone su ansia e fragilità condivise, su quella strana magia che succede quando scopri che non sei l’unico a tremare. Nel dolore dell’altro il protagonista trova una forma di casa: non perché stia bene, ma perché finalmente si sente visto, riconosciuto, meno solo in quello che prova.

L’immagine delle barche di carta riassume tutto: siamo tutti fragili, leggeri, esposti al vento e alle onde di un mare che fa paura. Eppure, anche così, riusciamo ancora a tenerci a galla a vicenda, appoggiandoci uno all’altro per non sprofondare. La canzone abita esattamente lì: in quell’equilibrio precario tra l’idea di affondare e il gesto, piccolo ma enorme, di restare insieme a galleggiare.

tellynonpiangere, testo e significato del brano “Barche di carta”

Dentro sto male e fuori è pure peggio
Con sto casino in giro almeno non ci penso
Che quando ci vediamo parliamo, ridiamo
Tra i fantasmi che sbuffiamo in cerchio
Se c’è un modo sbagliato per sentirci meglio

Che alla fine famiglia è con chi stai
Ma anche foto dove non ci sei
Non ci sei

Siamo ciò che ci manca
Chi si salva da solo
Poi ci resta da solo
Io ci canto con l’ansia
E ogni tuo dolore me lo sento mio

Quasi mi sento a casa
Non c’è un cane per strada, come diceva Dalla
Qua nessuno che abbaia
Solo il vento ci affonda
Siamo barche di carta

Dentro un raggio di sole
Fuori piange il cielo
Mi hai dato una carezza e mi hai centrato in pieno
Hai i pensieri incisi su un banco di scuola
Cercando le parole, una parola sola

Che quando siamo soli pensiamo, pensiamo
Tagliamo dei traguardi e poi non ci premiamo
Vi piace non so manco se mi piaccio io
Ho gli occhi di mio padre e non so come sia

Siamo ciò che ci manca
Chi si salva da solo
Poi ci resta da solo
Io ci canto con l’ansia
Ed ogni tuo dolore me lo sento mio

Quasi mi sento a casa
Non c’è un cane per strada, come diceva Dalla
Qua nessuno che abbaia
Solo il vento ci affonda
Siamo barche di carta

Siamo cocci rotti
Il giallo dei semafori
Carta straccia in lavatrice
Nelle tasche dei jeans
Chi siamo, chi siamo

Se alla fine famiglia è un come stai
Ma anche posti che ricorderai
Ricordi

Siamo ciò che ci manca
Chi si salva da solo
Poi ci resta da solo
Io ci canto con l’ansia
Ed ogni tuo dolore me lo sento mio

Quasi mi sento a casa
Non c’è un cane per strada, come diceva Dalla
Qua nessuno che abbaia
Solo il vento ci affonda
Siamo barche di carta

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