Ditonellapiaga

Ditonellapiaga torna a Sanremo 2026 con “Che fastidio!”: tra ironia, dance e cantautorato, l’artista racconta identità, giudizio e libertà creativa sul palco dell’Ariston.

Ditonellapiaga torna al Festival di Sanremo con una consapevolezza nuova e una canzone che è quasi un manifesto personale. Dopo l’esordio del 2022 con “Chimica”, accanto a Rettore, l’artista romana si prepara a salire di nuovo sul palco dell’Ariston con “Che fastidio!”, brano che anticipa una fase più matura e libera del suo percorso artistico.

«Sanremo mi ha lanciata da un’altezza esagerata», racconta al Corriere della Sera. «E questo mi ha creato grandi difficoltà. In quella settimana non vivi la vita reale di un’artista, vivi una dimensione alterata». Un successo improvviso che ha lasciato segni profondi e che oggi diventa materia narrativa, musicale e identitaria.

Il nuovo singolo “Sì lo so”, in uscita il 30 gennaio, è un elenco ironico e spietato di difetti autoattribuiti: «Bugiarda, bastarda, alcolista, egoista…». Una confessione ritmica e notturna che anticipa perfettamente lo spirito con cui Ditonellapiaga affronta questo secondo Sanremo.

«È un testo ironico, ma anche un modo per abbracciare i miei difetti per liberarmene», spiega. «Dopo il Festival del 2022 ho vissuto un rapporto bruttissimo con il giudizio. Ti chiedi continuamente come vieni percepita, un po’ come al liceo, quando cerchi un posto nel mondo».

Il peso del mainstream e il bisogno di essere se stessi

L’approdo nel mainstream ha messo l’artista davanti a una scelta complessa. «Ho provato a smussare certi lati di me per essere più accessibile», ammette. «Ma stavo cercando di essere qualcosa che non sono. Mentalmente e lavorativamente mi ha fatto soffrire».

Anche il nome d’arte è diventato un simbolo di questa tensione. «Ditonellapiaga è oggettivamente respingente, fastidioso», dice. «Ma è anche da rivendicare. È pungente, irriverente, sbarazzino. Mi rispecchia».

“Che fastidio!”, la canzone di Sanremo

Il brano che porterà a Sanremo nasce da una crisi creativa e identitaria. «Dopo il secondo album mi hanno chiesto di scegliere: mainstream o cantautorato», racconta. «Io ho risposto che sarei stata un’altra cosa. Né A né B, ma C. E “Che fastidio!” è nata proprio lì».

La canzone racconta il sentirsi fuori posto, fuori fuoco, attraverso gesti quotidiani e dinamiche sociali vissute con disagio: «L’ipocrisia, il dover essere sempre gentili, il dover fare relazioni sociali». Il tutto tradotto in una melodia pop dance, elettronica, ironica e piena di ritmo. «Volevo giocarci senza giudicare, ma dicendo la verità».

Dance e cantautorato: una falsa contrapposizione

Ditonellapiaga rifiuta le etichette rigide. «È un’ingiustizia pensare che la dance non possa avere testi profondi», afferma. «All’estero succede, in Italia sembra più difficile. Ballando si può anche piangere, riflettere, sentire».

Una visione che porterà anche sul palco dell’Ariston, dove la sua musica unisce elettronica e scrittura, ritmo e contenuto. «Non sarò una poetessa», dice, «ma mi impegno a scrivere testi che vadano oltre la retorica del divertimento».

Il ricordo di Sanremo 2022 e il legame con Rettore

Il primo Festival resta un momento fondamentale. «Con Donatella Rettore ho condiviso tutto», ricorda. «Lei era una scheggia impazzita, io ero più preoccupata di prevedere cosa avrebbe fatto lei che della mia performance».

Sui presunti dissapori: «In ogni progetto in duo ci sono fasi di disaccordo. Ma siamo amicissime. Il nostro rapporto è cresciuto dopo Sanremo». E cita una frase che l’ha segnata: «“Ora hai messo tutte le lucine sull’albero, devi fare il botto a Capodanno”. Era esattamente quello che sentivo anche io».

Un ritorno a Sanremo più consapevole

Questo nuovo Sanremo rappresenta per Ditonellapiaga una rinascita artistica. «Ho costruito la facciata prima delle fondamenta», confessa. «Ora ho capito che non bisogna smussare, ma scolpire».

E l’Ariston diventa di nuovo il luogo ideale per farlo, con una canzone che non chiede di piacere a tutti, ma di essere ascoltata per quello che è: fastidiosa, ironica, sincera. Proprio come lei.

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