Le pagelle, con voto e recensione, delle canzoni della prima semifinale dell’Eurovision 2026, che saranno presentate il 12 maggio.
Eurovision 2026, le pagelle delle canzoni della prima semifinale
Moldova – Satoshi – Viva, Moldova!
L’incipit quasi sognante dà il via a un brano movimentato, coinvolgente e che ha tutte le caratteristiche di diventare un tormentone, anche oltre Vienna. Il mix tra cassa dritta e strumenti tradizionali crea un effetto piacevolissimo, che sarà esaltato nella sua dimensione live.
Voto 8
Svezia – Felicia – My System
Un brano in cui si avvertono in maniera chiarissima i riferimenti agli anni ’90 e 2000. La Svezia arriverà in finale e il pezzo si piazzerà in Top Ten, ma si tratta di una delle proposte meno convincenti del paese scandinavo dell’ultimo decennio. Synth sparati, mood (superato) da dancefloor e voce distorta creano un certo effetto nostalgia, che però non coinvolge più di tanto.
Voto: 5,5
Croazia – Lelek – Andromeda
Atmosfera cupa, che si rischiara man mano grazie alle voci potenti e coinvolgenti delle 5 cantanti. Un brano sicuramente non da primo ascolto, ma ipnotico al punto giusto. Dopo il podio del 2024 e il tonfo del 2025 per la Croazia è il momento di tornare in Top Ten, grazie anche a una performance visiva evocativa e d’impatto, che esalta un messaggio resiliente.
Voto: 7
Grecia – Akylas – Ferto
Un brano dal sapore dance vagamente retrò, ma che colpisce grazie a un sapiente mix tra synth e percussioni sintetiche. Il paese mediterraneo potrebbe essere la sorpresa grazie a questo pezzo in cui non ci si dimentica delle radici sonore elleniche, esaltate da alcuni suoni mai invadenti, ma che non fanno altro che ribadire la forza delle origini. Un brano per non prendersi sul serio e divertirsi, il cui messaggio è amplificato da un’atmosfera da videogame. Un plauso per il bridge che spezza, spiazza e trascina verso un finale travolgente e contaminato.
Voto: 8
Portogallo – Bandidos do Cante – Rosa
Il gruppo lusitano si è formato ascoltando musica popolare e quanto proposto sul palco di Vienna è una sintesi interessante. Il brano, per nulla pop o mainstream, se non nel ritornello, permetterà al pubblico di scoprire una nuova forma musicale tradizionale, ma è troppo raffinato per riuscire a trovare lo spazio che meriterebbe. La sufficienza, però, è piena e meritata.
Voto: 6,5
Georgia – Bzikebi – On Replay
Un pop contaminato che si nutre di tanti, forse troppi riferimenti, anche eurovisivi. Il brano è godibile, ma non colpisce. Chissà se la performance sul palco modificherà la sensazione di già sentito che permane per tutti i 3 minuti del brano…
Voto: 5
Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekinheitin
Il paese nordico si presenta a Vienna con i favori del pronostico e non sempre questo è un bene. Liekinheitin è un pezzo a tratti incomprensibile per una complessità che raramente si vede su questo palco. La costruzione armonica non è scontata e il crescendo evocato dalle percussioni e dalla voce di Pete evoca sensazioni a volte contrastanti. Un mix tra tradizione e contemporaneità ben bilanciato, grazie anche a un inciso d’impatto. Un brano interessante che può colpire e ottenere un buon piazzamento, ma di sicuro non il pezzo migliore dell’edizione. Il finale ricorda un po’ troppo Wasted Love di JJ…
Voto: 7,5
Montenegro – Tamara Živković – Nova zora
Un pop dance balcanico superato, che faccio fatica a immaginare anche nei dancing più remoti di Podgorica. Voce potente, ma poco incisiva, sound inutilmente percussivo. L’effetto non è coinvolgente, ma fastidioso. Un prodotto mal confezionato di cui ci dimenticheremo presto.
Voto: 4
Estonia – Vanilla Ninja – Too Epic to Be True
Le Bambole di Pezza di Tallin hanno un percorso artistico simile alle omologhe tricolori. Se, però, le 5 ragazze italiane hanno portato a casa un Sanremo più che dignitoso, le estoni… no. Brano superato, che già suonava vecchio nei primi 2000. Dopo Tommy Cash era impossibile pensare a un nuovo podio, ma la scelta di portare a Vienna le Vanilla Ninja è una resa incondizionata, già prima del via. E poco importa se il pubblico eurovisivo si ricorda della loro performance eurovisiva del 2005…
Voto: 3
Israele – Noam Bettan – Michelle
Noam Bettan ha una bella voce, niente da dire. Ricorda un po’ la potenza di Amr Diab e il carisma di Khaled. La canzone ha una costruzione interessante, ma è troppo classica. Il gorgheggio dopo il ritornello profuma di naftalina, così come il finale. Il ritornello è orecchiabile, ma è troppo poco.
Voto: 5,5
Belgio – Essyla – Dancing on the Ice
Dopo la cocente delusione del mancato approdo in finale nelle ultime due edizioni, il Belgio prova con Essyla e un brano che si regge sulla sua voce e una produzione elettronica minimale, con pochi elementi essenziali. Il risultato è interessante, ma le possibilità di superare la semifinale sono affidate soltanto agli elementi scenici.
Voto: 5,5
Lituania – Lion Ceccah – Sólo quiero más
Brano con un incipit lungo, troppo lungo. Dopo oltre un minuto poco funzionale all’economia del brano, arriva il ritornello, con il titolo urlato con in sottofondo archi e percussioni. Il brano dovrebbe evocare dolore e malinconia, ma la drammaticità non è mai così palese e coinvolgente. L’idea poteva essere interessante, ma lo sviluppo… molto meno.
Voto: 5
San Marino – Senhit feat. Boy George – Superstar
Il ritorno in gara di Senhit porta con sé una rara forma di entusiasmo. Se nel 2021 aveva coinvolto Flo Rida, ora tocca a Boy George. Il brano è coinvolgente, perfettamente adatto al pubblico eurovisivo. Autoreferenziale al punto giusto e pensato per… ballare, senza prendersi troppo sul serio. Il cameo del leader dei Culture Club è minimo, ma funzionale. Un bel mix, divertente e che permette di trascorrere tre minuti senza pensieri. Proprio quello di cui abbiamo bisogno.
Voto: 8
Polonia – Alicja – Pray
Una voce potentissima, accompagnata, nelle prime note, da un organo hammond che chiarisce immediatamente il mood del brano. Una proposta che cerca contemporaneità in una strofa vagamente rappata, ma che è distante da ogni genere musicale. Interessante l’esperimento, meno il risultato.
Voto. 5
Serbia – Lavina – Kraj mene
Atmosfera vagamente dark, con una voce (naturalmente distorta) sussurrata, ma che non evoca nulla di rassicurante. Il brano prosegue su binari poco lineari e la confusione regna sovrana. Di cosa si tratta? Di una canzone? Dell’incipit di un’opera (quasi) rock? Il finale con i crismi del metal non fa che creare un’ulteriore sensazione di smarrimento. Un grande, enorme… boh…
Voto: 3
Germania – Sarah Engels – Fire
Un brano pop, con una costruzione armonica già sentita e un arrangiamento che ricorda almeno 100 canzoni eurovisive e non. Dopo l’interessante proposta di 12 mesi fa, speravamo che il paese teutonico volesse alzare l’asticella, invece… proprio no. Un compitino semplice, ma svolto con superficialità.
Voto: 5

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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