Le pagelle, con voto e recensione, delle canzoni della seconda semifinale dell’Eurovision 2026, che saranno presentate il 14 maggio. (Qui le pagelle delle canzoni in gara nella prima semifinale).
Eurovision 2026, le pagelle delle canzoni della seconda semifinale
Bulgaria – Dara – Bangaranga
Un pezzo che ha tutte le caratteristiche per durare anche oltre Vienna. La produzione è moderna, coinvolgente, ipnotica e il titolo (ripetuto nell’inciso come un mantra) è curioso e piace. Il brano è già virale da settimana e potrebbe portare il paese a un meritato piazzamento in Top Ten.
Voto: 8
Azerbaigian – Jiva – Just Go
La domanda sorge spontanea… Perchè da tempo il paese non porta più brani d’impatto e in grado di ben figurare davanti all’Europa e al mondo? Just Go è una canzone inutile, una sorta di scarto dei pezzi pop degli artisti dei talent show dei primi anni 2000. No, proprio no.
Voto: 4
Romania – Alexandra Căpitănescu – Choke Me
Di sicuro non c’è niente di nuovo in un brano come Choke Me. Eppure, grazie a questo mix di mille elementi pop rock primi anni 2000, la canzone funziona e coinvolge al punto giusto. Il carisma di Alexandra è un punto di forza da non sottovalutare. Il paese non entra in Top Ten dal 2017. Possibile un buon piazzamento? Secondo me sì!
Voto: 7
Lussemburgo – Eva Marija – Mother Nature
Il paese, fin dal suo ritorno in gara datato 2024, non gode dei favori del pronostico. Eppure le due proposte precedenti sono sempre riuscite a ottenere un posto in finale. Mother Nature ricorda certe produzioni scandinave dei primi anni ’10, in cui spicca una bella voce, anche se non troppo potente. La canzone non ha troppe pretese, ma forse è proprio questo il suo punto di forza.
Voto: 6,5
Cechia – Daniel Žižka – Crossroads
Un pop raffinato oppure un brano poco incisivo ben vestito? Il dubbio resta, ma la certezza che canzoni come queste generalmente piacciono e non poco al pubblico eurovisivo e un posto in finale sembra garantito. Si poteva osare di più, ma perchè rischiare? La voce dell’artista basta e avanza (al pubblico, ma solo a quello meno attento…).
Voto: 6
Armenia – Simón – Paloma rumba
Il mio quasi omonimo si diverte, con un pop dance dal sapore vagamente tradizionale, con qualche leggera sfumatura latin. Un brano tutto sommato semplice e senza pretese, che potrebbe diventare un classico da Euroclub! (Temo solo lì…)
Voto: 6
Svizzera – Veronica Fusaro – Alice
Un brano pop raffinato, che poco c’entra con le proposte eurovisive degli ultimi anni. Veronica Fusaro porta a Vienna una canzone tutto sommato originale, con tante sfumature che si perdono tra soul, blues e qualche venatura di matrice vagamente jazz. Alice non è un pezzo d’impatto e non so quanto il carisma di Veronica Fusaro (e gli investimenti elvetici per la sua partecipazione…) potrebbero fare la differenza. Quel che è certo è che si tratta di uno dei pezzi migliori dell’edizione. Poi… Veronica è di Thun, città elvetica che in questi giorni sta festeggiando per il primo storico scudetto della sua squadra di calcio. I Thuner avranno da festeggiare anche un altro traguardo? (Al massimo la finale…)
Voto: 7,5
Cipro – Antigoni – Jalla
Una proposta divertente, fuori dagli schemi. Un brano dance, con elementi mediterranei tradizionali. Una costruzione armonica tutto sommato molto semplice, ma proprio per questo estremamente funzionale. Una Top Ten è possibile.
Voto: 7,5
Lettonia – Atvara – Ēnā
Il paese baltico ha conquistato negli ultimi due anni piazzamenti in finale inaspettati e con brani che mettevano semplicemente in risalto la tanta varietà musicale che si respira su e giù per Riga. Il pezzo di Atvara è dolce, delicato, emozionale. La sua voce farà tremare l’arena, ma la canzone non è niente di che e i gorgheggi di stampo lirico non aggiungono niente di interessante, se non uno sgradevole odore di canfora. Dimenticabile.
Voto: 4,5
Danimarca – Søren Torpegaard Lund – Før vi går hjem
Dalle parti di Copenhagen stanno già lavorando per un’eventuale organizzazione della prossima edizione dell’Eurovision. Il brano, in lingua danese, è un pop semplice, che si regge completamente sulla voce dell’artista. Produzione elettronica poco più che essenziale, con qualche guizzo sonoro, ma niente di troppo originale. Più che sufficiente, ma per puntare alla vittoria è troppo poco.
Voto: 6,5
Australia – Delta Goodrem – Eclipse
Il suono dell’arpa introduce l’ascoltatore in un mood pop già sentito, ma ugualmente interessante. La voce di Delta è forte, potente, ma sempre al servizio del brano. Il ritornello ricorda alcune produzioni pop dei primi anni 2000, ma anche di pezzi eurovisivi di successo. Bello il finale con il dialogo tra pianoforte, arpa ed elementi elettronici. Una canzone che riporta gli aussie agli onori delle cronache eurovisive, sperando in una reazione del pubblico, negli ultimi anni troppo poco generoso con gli amici oceanici.
Voto: 7,5
Ucraina – Leléka – Ridnym
Ennesimo grande boh… Le proposte ucraine sappiamo che hanno un posto in finale nei fatti garantito, ma la scelta di portare Leléka a Vienna è incomprensibile. La sua voce, che canta una poco piacevole nenia, risulta quasi fastidiosa. Il bride, tra gorgheggi d’altri tempi e archi sintetici, cosa vuole rappresentare? Come detto… un grande, enorme boh…
Voto: 4
Albania – Alis – Nân
Dopo la Top Ten dello scorso anno, l’Albania porta un brano perfetto per un’opera pop. Gli elementi tradizionali si mescolano con sonorità contemporanee e la voce dell’artista è un buon collante. Una proposta solida. Non innovativa, ma sicuramente d’impatto.
Voto: 6,5
Malta – Aidan – Bella
Se non consideriamo il 17° posto dello scorso anno e il 7° del 2021, il paese mediterraneo ha uno score poco invidiabile. Nel 2023 e nel 2024 ha ottenuto l’ultimo posto in semifinale. La situazione quest’anno potrebbe essere diversa, anche se Aidan non rischia con un brano semplice, che mette in risalto una bella voce e una parola (‘bella’) che conoscono tutti. Un posto in finale sembra certo, ma perchè proporre un brano con così poca personalità?
Voto: 5
Norvegia – Jonas Lovv – Ya Ya Ya
Un bel giro di basso e una serie di percussioni dal sapore ipnotico accompagnano una voce pulita e coinvolgente. Ya Ya Ya è un brano che si appoggia su questi tre elementi, che si ripetono fino all’ingresso di una chitarra elettrica e a una serie di altre percussioni afro. Una canzone ricca di elementi, che sfocia in un finale pieno, ma forse un po’ confuso. Il riferimento ai White Stripes è piuttosto chiaro.
Voto: 6,5
Francia – Monroe – Regarde!
La Francia propone un brano retrò, che si poggia sulla voce e sulla teatralità dell’artista. Niente di nuovo, ma i cugini d’oltralpe hanno sfiorato il colpaccio nel 2021 con un brano con questi elementi. Quindi… perchè non riproporre la stessa formula?
Voto: 7
Austria – Cosmó – Tanzschein
Nel 2015 gli austriaci, padroni di casa, arrivarono ultimi con… zero point! (Nonostante un brano interessante) Le possibilità che tutto questo si ripeta sono piuttosto elevate. Un brano inutile, impalpabile, senza nessuna personalità. Chi può ballare o cantare Tanzschein? Nei dancefloor di Graz? Negli après-ski di Kitzbuhel o Semmering? O in qualche karaoke ubriaco di Salisburgo?A No, proprio no.
Voto: 3
Regno Unito – Look Mum No Computer – Eins, zwei, drei
Altro grande boh… Il Regno Unito, paese che per anni è stato il punto di riferimento della musica internazionale, ogni anno si fa prendere in giro da tutta Europa, portando sui palchi eurovisivi brani pessimi. Scarti di scarti di scarti. Ora sono andati a recuperare l’improbabile cantautore, producer e youtuber Look Mum No Computer che cerca di imitare Damon Albarn con risultati scarsissimi e con una canzone (?) totalmente incomprenbile. Scelta visionaria? No, semplicemente folle. Quale sarà il piazzamento finale? Scommettiamo che arriverà oltre il ventesimo posto?
Voto: 3

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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