Nomadi Guccini

Lo straordinario legame tra Francesco Guccini e i Nomadi: dal Bar Grande Italia di Modena alle grandi canzoni di protesta, fino ai toccanti ricordi della band, di Danilo Sacco e di Elena Carletti.

La storia della canzone d’autore italiana ha snodi fondamentali, luoghi fisici ed emotivi in cui le idee si sono espanse trasformandosi in vera e propria coscienza collettiva. Uno dei legami più profondi, autentici e generazionali è indubbiamente quello che ha unito Francesco Guccini ai Nomadi. Un incontro nato nella Modena in fermento degli anni Sessanta e proseguito lungo decenni di palchi, parole spese, battaglie civili e profonda amicizia.

L’Incontro al Bar Grande Italia e la Nascita del Beat Emiliano

Per comprendere la genesi di questa straordinaria collaborazione bisogna tornare indietro nel tempo, nella Modena degli anni ’60, cuore pulsante del beat italiano. È lì, tra i tavoli del Bar Grande Italia, che ragazzi con la passione per la musica intrecciavano sogni ed idee destinate a cambiare il panorama culturale del Paese.

A ripercorrere quegli esordi leggendari sono stati gli stessi Nomadi sui loro canali social:

«Con Francesco ci siamo cresciuti. In quella Modena meravigliosa degli anni Sessanta che ha visto la nascita del beat, al Bar grande Italia, quando anche noi ragazzi di paese potevamo sognare e insieme costruirci un futuro di musica.

Fu Dodo Veroli, il nostro produttore, a farci incontrrare. Dal nostro incontro con Guccini è nato il grande sogno. Interpretare le sue prime canzoni è stato il nostro atto di coraggio e ribellione. Credo che la nostra collaborazione sia stata unica nel panorama della musica italiana. Lui, colto, un po’ schivo ma carico di quella autenticità tipicamente emiliana che abbiamo subito condiviso. Era il nostro essere, è il nostro essere, sarà il nostro essere.

Con Francesco saremo compagni di viaggio e di musica per sempre, con Augusto Daolio e con tutti gli altri amici che sono nel nostro cuore.»I Nomadi (Pagina Ufficiale)

Grazie all’intuizione del produttore Dodo Veroli, le strade del Maestro di Pavana e del gruppo guidato da Augusto Daolio e Beppe Carletti si unirono. I Nomadi diedero voce e potenza sonora alle prime folgoranti composizioni di un giovane Guccini: da Noi non ci saremo a Dio è morto, capolavoro censurato dalla RAI ma trasmesso da Radio Vaticana, divenuto un inno generazionale senza tempo.

Il Dolore di Danilo Sacco: “La Locomotiva in Paradiso è accesa”

Il valore di Guccini è andato ben oltre la collaborazione artistica pura e semplice; si è trattato di una vera e propria scuola di vita, di pensiero e di umanità. A testimoniarlo con parole struggenti e cariche di profonda commozione è Danilo Sacco, per quasi vent’anni storico frontman della band dopo la scomparsa di Augusto Daolio:

«Ho aspettato ore sperando che ciò che leggessi fosse una notizia falsa. Ore. Non lo è. Il mio cuore è stretto in una morsa terribile che non mi consente di respirare. Ci è stata tolta la più grande energia poetica di sempre. Ed io, sono completamente nudo, fragile, bloccato. Ho pianto da solo e non me ne vergogno affatto. Sapere solo che fossi su questa terra mi dava serenità e sicurezza. Pensavo “C’è. È tutto ok”.

Anche solo le cene con te erano fonte di arricchimento spirituale, musicale, filosofico, metafisico. Era sufficiente sederti accanto per percepire un’anima geniale e profondamente umana. Lo avevi capito prima di tutti che la vera rivoluzione è essere normali.

Ciao Maestro. Ora davvero mi sento molto più povero. Farò di tutto, come ho fatto per quaranta anni per onorare la tua musica ed i tuoi pensieri, e spero davvero di non fallire. Da oggi il mio impegno per portare avanti i tuoi preziosi insegnamenti, sarà triplicato e che Dio mi aiuti. La Locomotiva in Paradiso è accesa. E tu sei il macchinista ora. Non sei stato grande. Sei stato e sei IL PIÙ GRANDE.»Danilo Sacco, cantante e musicista

L’Eredità Culturale e l’ultimo palco insieme: il Ricordo di Elena Carletti

Il legame tra Francesco Guccini e i Nomadi ha attraversato generazioni, imprimendosi non solo nella memoria collettiva dei fan ma anche nella storia personale delle famiglie coinvolte. A ricostruire la dimensione affettiva ed emiliana di questo sodalizio è Elena Carletti (Consigliera della Regione Emilia-Romagna, Presidente Commissione Parità e Cultura, ex Sindaca di Novellara e figlia di Beppe Carletti).

Elena Carletti rievoca in particolare un momento emblematico: il Concerto per l’Emilia del 2012, organizzato dopo il drammatico sisma che colpì la regione. In quell’occasione Guccini salì sul palco per l’ultima volta insieme a Beppe Carletti e Caterina Caselli per cantare Per fare un uomo:

«In questo incontro il primo seme di quello che fu il Concerto per l’Emilia, ferita dal sisma del 2012. E fu l’ultima volta che mio padre salì sul palco con Guccini per interpretare dal vivo “Per fare un uomo” insieme a Caterina Caselli.

Francesco Guccini per mio padre, per i Nomadi, per tutta la mia famiglia è stato un pezzo di vita. Nel suo, nel loro repertorio siamo cresciuti, abbiamo conosciuto la poesia in musica, le parole che entrano e si fanno coscienza.

La notizia della sua morte squarcia il cielo. Ma non è un vuoto. Si spalanca ancora più forte una pienezza di arte, di letteratura, di poesia, di sapere che sapremo custodire e far vivere ancora. Grazie Francesco.»Elena Carletti

A chiosa del suo messaggio, Elena Carletti ha citato i celebri versi gucciniani presi proprio da Noi non ci saremo:

«Cade la pioggia e cambia ogni cosa
la morte e la vita non cambiano mai
l’estate è tornata, l’inverno è alle porte
la vita e la morte rimangono uguali;
la vita e la morte rimangono uguali.»

L’unione tra la penna acuta, colta e ironica di Francesco Guccini e la carica popolare, autentica e passionale dei Nomadi rappresenta un unicum assoluto nella storia del costume e del cantautorato italiano. Un incontro di anime popolari e intellettuali che hanno saputo interpretare le speranze, i dubbi e le battaglie di più generazioni.

Se oggi la canzone d’autore gode di una dignità letteraria e culturale elevatissima, lo si deve in gran parte a questa alleanza emiliana: un viaggio partito dai tavolini di un bar di provincia e arrivato ad accendere le coscienze di un intero Paese.

Foto dalla pagina social de I Nomadi, utilizzata solo per scopo divulgativo e informativo

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