Giorgia Meloni rende omaggio a Francesco Guccini dopo la sua scomparsa. Il ricordo della premier, le parole su Cirano e Cristoforo Colombo.
La scomparsa di Francesco Guccini ha suscitato un’ondata di messaggi di cordoglio da parte del mondo della musica, della cultura e della politica. Tra quelli più significativi c’è anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto ricordare il cantautore emiliano sottolineando quanto la sua musica abbia inciso sulla propria formazione, pur riconoscendo le profonde distanze politiche che li hanno contraddistinti negli ultimi anni.
“Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani”, ha scritto la premier in un messaggio diffuso poche ore dopo la notizia della morte dell’artista.
«Ho amato profondamente la sua musica»
Nel suo ricordo, Giorgia Meloni ha ribadito un sentimento espresso più volte nel corso degli anni: l’ammirazione per l’opera del cantautore.
“Ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molti dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici.”
La presidente del Consiglio ha citato in particolare due brani simbolo della produzione di Guccini:
“Cirano e Cristoforo Colombo sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale.”
Una passione mai nascosta, tanto che anni prima, quando era ancora dirigente della destra giovanile, Meloni aveva invitato Guccini a partecipare ad Atreju. Un invito che il cantautore declinò con cortesia, ribadendo però la distanza dalle idee della destra.
«Continuerò a cantare le sue canzoni»
La parte più significativa del messaggio della premier è quella dedicata proprio al rapporto, spesso conflittuale, con Guccini.
“Continuerò a cantare le sue canzoni e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me.”
Meloni ha poi aggiunto una riflessione sul valore della libertà culturale:
“Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto, al di là delle differenze, sarà sempre la mia bussola.”
Parole che richiamano uno dei temi più discussi del rapporto tra la premier e il cantautore: la possibilità di apprezzare un artista anche quando le sue idee politiche sono profondamente diverse dalle proprie.
Un rapporto segnato da forti divergenze politiche
Negli ultimi anni Francesco Guccini non aveva mai nascosto le proprie critiche nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni.
Tra gli episodi più noti c’è la riscrittura, nel 2020, di Bella ciao, in cui il cantautore inserì il verso:
“Con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar.”
Un’iniziativa che provocò la dura reazione della leader di Fratelli d’Italia, la quale parlò di “istigazione all’odio”.
Anche dopo le elezioni politiche del 2022 Guccini espresse apertamente il proprio dissenso. Ospite di Propaganda Live, commentò con ironia l’arrivo del nuovo governo:
“Adesso è il momento della Meloni, dalla destra, che si tira dietro Salvini e Berlusconi. Bene, godetevela voi. Hai voluto la bicicletta? Pedala.”
Durante la stessa intervista ricordò anche l’invito ricevuto anni prima ad Atreju:
“Ebbi una telefonata da Meloni e io non sapevo neppure chi fosse. Voleva che partecipassi a un incontro ad Atreju. Io cortesemente rifiutai, come era ovvio.”
Il cantautore sottolineò sempre che tra loro non vi fosse mai stato un contrasto personale, ma una netta distanza sul piano ideale e politico.
Guccini, Meloni e il dibattito sulla memoria storica
Le critiche di Guccini nei confronti della premier non si limitarono alla politica quotidiana. Più volte il cantautore affrontò il tema della memoria storica, osservando che Meloni aveva mantenuto la fiamma tricolore nel simbolo del suo partito e sostenendo che fosse importante un riconoscimento esplicito del valore della Resistenza e del 25 aprile.
Pur mantenendo posizioni molto diverse, Meloni non ha mai rinunciato a dichiarare il proprio apprezzamento per il repertorio del cantautore, confermando come la sua musica abbia saputo parlare anche a chi apparteneva a mondi politici lontani dal suo.
Anche Alessandro Giuli rende omaggio al cantautore
Tra i messaggi di cordoglio è arrivato anche quello del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito Guccini “uno dei maggiori interpreti della canzone d’autore italiana”, invitando a ricordarlo “al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica”.
Giuli ha inoltre evidenziato come il cantautore abbia saputo coniugare “l’amore per la libertà”, espresso attraverso quello che lui stesso definiva un “socialismo libertario”, con una straordinaria capacità di raccontare le radici culturali del Paese.
Un’eredità che supera gli schieramenti
Le parole di Giorgia Meloni e Alessandro Giuli confermano come l’eredità artistica di Francesco Guccini abbia ormai superato le appartenenze politiche. Pur restando sempre fedele alle proprie convinzioni e senza mai rinunciare a esprimere giudizi severi sulla destra italiana, il cantautore è riuscito a conquistare l’ammirazione di ascoltatori appartenenti a mondi molto diversi.
Una dimostrazione di come la forza della sua musica, della sua poesia e delle sue storie continui a parlare ben oltre il dibattito politico, trasformando Guccini in uno dei più grandi patrimoni della cultura italiana contemporanea.

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