Enrico Nigiotti

Intervista a Enrico Nigiotti, in gara al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Ogni volta che non so volare”.

Sul palco di Sanremo 2026, Enrico Nigiotti si presenta maturità e consapevolezza. Nigiotti porta all’Ariston una canzone vera, fatta di immagini semplici ma incisive.

Intervista a Enrico Nigiotti, in gara a Sanremo 2026 con “Ogni volta che non so volare”

Nigio, bentornato al Festival di Sanremo. Ti vediamo felice: che emozione è tornare su questo palco?

È una felicità vera. Tornare al Festival di Sanremo è sempre qualcosa di speciale. È un viaggio intenso, che dura una settimana ma sembra molto di più. Ogni giorno è carico di emozioni diverse. Sono molto contento di essere qui, consapevole di quello che porto e del percorso che sto costruendo.

“Ogni volta che non so volare” parla anche del peso delle aspettative. Quanto è centrale questo tema nella tua vita e nella tua musica?

Le aspettative fanno parte della vita di tutti noi. La canzone nasce da una riflessione sul tempo, che è l’unica cosa che possediamo davvero. Però è anche qualcosa di estremamente relativo: un minuto può sembrare infinito o volare via in un attimo, dipende da come lo vivi. A Sanremo questa percezione è amplificata. È una settimana che può sembrare un mese, perché la vivi con un’intensità incredibile. Le canzoni, in questo senso, sono un’ancora: ti tengono fermo mentre tutto intorno si muove velocissimo.

E’ una canzone delicata, ma allo stesso tempo forte.

Ha un’apertura importante, un respiro ampio. Sanremo è un palco che valorizza i brani che hanno qualcosa da raccontare davvero. Mi sembrava il contesto ideale per farla sbocciare. Alcune canzoni trovano il loro posto naturale, e questa sentivo che dovesse essere presentata qui.

Sei particolarmente sereno. È una serenità legata al momento artistico che stai vivendo?

La serenità magari la misureremo davvero dopo l’esibizione (ride), ma sì, è un momento importante. Non porto solo una canzone: porto l’inizio di un percorso. Il 10 marzo uscirà il nuovo disco, Maledetti Innamorati, e questo Festival rappresenta l’apertura di un capitolo. Ho sempre costruito tutto passo dopo passo, senza salti improvvisi. Penso al domani, non solo a quello che succede oggi. Voglio godermi il momento, con un po’ di sana ansia prima di salire sul palco — che fa parte del gioco — ma con l’obiettivo chiaro di far arrivare l’emozione.

Qual è per te il vero risultato a Sanremo?

Emozionare. Se riesco a far arrivare alle persone le stesse sensazioni che mi hanno portato a scrivere questa canzone, allora ho raggiunto il massimo risultato possibile. Tutto il resto viene dopo.

Dopo Sanremo ti aspetta un anno importante, con il tuo primo palazzetto. Che traguardo rappresenta?

Il 21 novembre suonerò al Modigliani Forum di Livorno. Per me è qualcosa di enorme. È la mia città, il posto dove sono cresciuto. Per me quel palco vale più di qualsiasi altro, è il sogno che avevo quando ho iniziato a suonare. Già fare questo mestiere era qualcosa che sembrava impossibile. Arrivare a un palazzetto, a casa mia, è una soddisfazione gigantesca.

Che Sanremo sarà per Enrico Nigiotti?

Sarà un Sanremo vissuto con gratitudine e con la voglia di condividere qualcosa di autentico. Un passo in avanti nel mio cammino, senza smettere di volare anche quando sembra difficile farlo.

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