Intervista a Mario Biondi, che nella serata delle cover di Sanremo 2026 è salito sul palco con Sayf e Alex Britti. Insieme hanno proposto una magistrale interpretazione di Hit the Road Jack, brano del 1961 di Ray Charles.
L’esibizione è stata apprezzatissima e ha ottenuto il secondo posto nella classifica della serata.
Intervista a Mario Biondi, a Sanremo 2026 nella serata cover con Sayf e Alex Britti
Hai condiviso il palo con Sayf ed Alex Britti, com’è andata?
Una missione per conto di Dio. Sapendo che Sayf, molto giovane, appartiene ad una generazione di strumenti musicali molti diversi rispetto a quelli che lui utilizza solitamente, io e Alex ci siamo sentiti chiamati in casa per supportarlo in questo percorso verso la luce del blues e del soul.
Com’è nata la collaborazione con Sayf?
Tutto nasce da una sua richiesta per supportare e far risaltare un certo tipo di linguaggio che appartiene sia ad Alex che a me.
Vi aspettavate il secondo posto?
No, la medaglia d’argento è stata inaspettata, ci ha dato gioia e soddisfazione. La medaglia d’oro ci avrebbe dato più soddisfazione (ride) ma va bene anche cosi.
Nel 2018 eri in gara con Rivederti, che ricordo hai di quel Festival?
Bellissimo ricordo, belle emozioni, belle collaborazioni con artisti brasiliani eccezionali e poi anche l’esibizione fatta subito dopo Gino Paoli è stato un bel momento. Inoltre mi ha dato spunto anche per scherzarci sopra perché ai concerti la annunciamo come la penultima canzone e il pubblico all’inizio era contrariato poi ora ha capito e sta al gioco perché la mia canzone arrivò penultima. D’altronde se ci sono venticinque o ventisei canzoni qualcuno deve pur occupare quelle posizioni.
Lo scorso anno hai celebrato i vent’anni del tuo brano This is what you are ad oggi qual è il legame con quel brano?
Un brano fortissimo al quale devo tanto, forse tutto. Mi ha dato la possibilità di girare oltre cinquanta paesi nel mondo e di avere un ritmo di concerti e contatti con il pubblico, di frequentare i festival più importanti del mondo con grandissimo sostegno e rispetto di artisti internazionali come Gregory Porter presente anche lui a Sanremo 2026 nella serata delle cover. È stato senz’altro il mio cavallo di Troia.
Che 2026 sarà per Mario Biondi?
Sicuramente di quelli vispi e accesi dove ci divertiremo in giro per l’Europa, l’Italia e anche qualche data extra europea. Poi il 26 di Ottobre festeggeremo i vent’anni dell’uscita di “Handful of Soul”, lo spirito blues e soul è cresciuto in questi anni.

Nato nel 1988. Da piccolo ascoltava quintali di musica e sognava di: diventare un ghostbusters, guidare una Delorean, cantare nei blues brothers, entrare in Matrix e fare a pugni con Bud Spencer e Terence Hill.
Più in là ha capito che andava bene laurearsi in teologia, scienze della comunicazione digital media e tentare di diventare uno speaker radiofonico.
Brianzolo di nascita, milanese d’adozione, collabora dal 2024 come speaker a RV radio e dopo Sanremo 2025 con iMusicFun
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