Linus

Linus replica alle critiche di un ascoltatore e spiega perché in estate le radio trasmettono dalle località balneari: il ruolo degli sponsor, il lavoro dietro le quinte e la difesa della professionalità.

Un semplice commento ricevuto sui social si è trasformato in un’occasione per raccontare il dietro le quinte della radio. Linus, direttore artistico di Radio Deejay, ha risposto a un ascoltatore che aveva definito “poco professionale” la scelta delle emittenti di trasmettere durante l’estate da spiagge, piazze ed eventi anziché dagli studi.

Il celebre conduttore ha spiegato nel dettaglio perché, ogni anno, molte radio lasciano le proprie sedi per spostarsi nelle località turistiche, chiarendo che non si tratta affatto di una vacanza.

Linus: “Le trasferte non le paga l’editore”

Nel suo lungo intervento, Linus ha raccontato di aver inizialmente pensato a una risposta molto più dura, salvo poi scegliere un tono costruttivo per spiegare il funzionamento del settore.

La prima precisazione riguarda i costi delle dirette estive: “No, non paga l’editore. Semmai ci guadagna”. Il motivo è semplice: gli eventi itineranti vengono sostenuti dagli sponsor, che investono per portare le radio sul territorio. Un modello economico che permette alle emittenti commerciali di continuare a offrire programmi gratuitamente agli ascoltatori.

“Sì, siamo stanchi. E allora?”

Linus ha poi affrontato un’altra critica, quella legata alla fatica del lavoro in radio.

“Sì, siamo stanchi. E allora?”, scrive il conduttore, ricordando come realizzare programmi ogni giorno richieda un grande impegno, non solo fisico ma soprattutto mentale. La sede della trasmissione, secondo lui, cambia poco: che si sia a Milano, Roma o in una località balneare, la responsabilità verso il pubblico resta la stessa.

La professionalità non cambia fuori dagli studi

Il direttore artistico di Radio Deejay ha difeso con decisione il lavoro dei professionisti del settore.

“Poco professionale puoi dirlo a chi vuoi ma non a noi”, afferma, spiegando che trasmettere in esterna non significa abbassare la qualità dei programmi. Anzi, permette di garantire palinsesti completi durante l’estate e di essere presenti nei luoghi dove si trovano gli ascoltatori.

Linus ha inoltre confessato un dettaglio personale: “Io detesto trasmettere da un luogo che non sia lo studio”, perché preferisce lavorare nel proprio ambiente abituale. Nonostante questo, quando serve si adatta per offrire sempre il miglior risultato possibile.

Perché le radio vanno in tour d’estate

Nella parte finale del suo messaggio, Linus sintetizza il motivo delle dirette estive: “Le radio vanno in esterna d’estate perché lo chiedono gli sponsor e anche perché ce lo chiedono gli ascoltatori”.

La conclusione arriva con una battuta destinata a far discutere: “Ovvio che potendo scegliere preferiamo andare in un bel posto… Voi non lo fareste?”.

Una risposta che, oltre a spegnere le polemiche, racconta il lavoro che si nasconde dietro le trasmissioni estive, spesso percepite come una semplice vacanza ma in realtà parte integrante della programmazione radiofonica.

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