Mario Biondi

Mario Biondi racconta il rapporto con il Blue Note di Milano, gli artisti preferiti, i Blues Brothers e il sogno di cantare con Kurt Elling.

Mario Biondi guarda con entusiasmo alla nuova stagione del Blue Note di Milano, uno dei punti di riferimento più importanti per gli appassionati di jazz e musica di qualità. Il cantante siciliano, intervistato sulla programmazione autunnale dello storico locale di via Borsieri, promuove a pieni voti un cartellone ricco di nomi internazionali e nuove proposte.

“Mi sembra che il Blue Note non si arrenda mai”, osserva Biondi a Il Giorno, sottolineando la capacità del club di rinnovarsi senza perdere la propria identità.

Mario Biondi: “Il cartellone continua ad evolversi”

Tra gli appuntamenti più attesi ci sono Kenny Wayne, Matt Bianco, Jany McPherson, Sydney Ellis, Charlie Hunter, Amii Stewart, Judith Hill, Peter Cincotti, Dee Dee Bridgewater e il Quartetto di David Murray. Spazio anche agli Incognito, attesi l’11 e 12 settembre, e al progetto Jazzanova Live.

“Il cartellone mantiene punti stabili e forti come gli Incognito, ma continua ad evolversi inserendo elementi nuovi”, spiega Biondi.

Il cantante guarda con curiosità anche all’espansione internazionale del marchio: “Con l’apertura della sede londinese del mese prossimo, ci saranno altre novità, perché Londra è da sempre una città di grande ispirazione”.

Tra gli appuntamenti che lo incuriosiscono maggiormente c’è anche il tributo a John Coltrane per il centenario della nascita, affidato ad Aaron Parks e Walter Smith III. Ma su una cosa Biondi non ha dubbi: “Non toccatemi gli Incognito, che sono fantastici”.

Dal James Taylor Quartet ai Blues Brothers

La varietà del programma è uno degli aspetti che più convince l’artista.

“Il James Taylor Quartet, Rochelle, Murubutu, Richard Bona, sono tutti artisti che seguo e che mi piacciono”, racconta Biondi, confessando però di avere un curioso problema quando incontra colleghi che stima particolarmente.

“Molto spesso rinuncio ad andare ad ascoltarli dal vivo perché non voglio ‘rompergli le scatole’”, scherza. “Io riesco a defilarmi in qualche maniera o rischio di trovarmi sul palco con loro”.

Tra gli eventi più attesi ci sarà anche la Blues Brothers Band, protagonista delle serate del 10 e 11 ottobre. Un appuntamento che offre a Biondi l’occasione per ricordare una recente esperienza sul palco insieme ad Alex Britti.

“In missione ‘per conto di Dio’ ci siamo andati pure io e Alex Britti, vestiti come Belushi e Aykroyd”, racconta, riferendosi alla serata delle cover.

Per Biondi, il fascino dei Blues Brothers rimane intatto: “Dopo quarantasei anni quel film di John Landis, col gotha della musica mondiale, continua a portare il messaggio del soul e del blues a generazioni sempre nuove”.

Mario Biondi pensa a un nuovo tentativo

Parlando di musica italiana e grandi palchi, Biondi lascia aperta anche la possibilità di tornare a mettersi in gioco con una nuova canzone.

“Non l’ho ancora mandata a De Martino”, ammette con un sorriso, “però, da parte, una bella ballata ce l’ho. Quindi (ri)provo e vediamo che succede”.

Un progetto ancora tutto da definire, ma che conferma la voglia dell’artista di continuare a sperimentare e a cercare nuove occasioni.

Da Gregory Porter a Kurt Elling

Il capitolo finale dell’intervista è dedicato alle possibili collaborazioni future. Biondi ha già condiviso il palco con Gregory Porter, uno dei suoi grandi riferimenti.

“Con un mio grande riferimento come Gregory Porter ho cantato due anni fa al Teatro Antico di Taormina in una serata speciale con orchestra”, ricorda.

Ma c’è un altro nome con cui vorrebbe finalmente realizzare un progetto: Kurt Elling.

“Uno con cui mi vedo spesso a questi eventi, ma non ho mai cantato, è Kurt Elling. Lo stimo molto”, racconta Biondi. E alla domanda su chi sceglierebbe per una possibile collaborazione, risponde senza esitazioni: “Il primo nome che mi viene in mente è il suo”.

Nel frattempo, il cantante si prepara a celebrare i vent’anni di This Is What You Are con due appuntamenti italiani: il 5 novembre al Teatro di Varese e il 12 dicembre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Un anniversario importante che conferma il legame di Mario Biondi con il soul, il jazz e quella musica dal vivo che continua a considerare una parte essenziale della propria vita artistica. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

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