Primo Ascolto Top Ten

Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (molto allargata!) delle nuove uscite musicali del 15 maggio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!

Primo Ascolto 15 maggio: la Top 10 delle nuove uscite

14 – SHAKIRA ft. Burna Boi – Dai Dai
Un brano per tutti quelli che sono stanchi di leggere labiali dei nostri sportivi urlare “Vamos”. L’espressione italiana “Dai” diventa internazionale nel nuovo inno dei Mondiali di calcio cui l’Italia non partecipa (ma quella ormai è un’abitudine, la Nazionale fa notizia quando vince, o, più semplicemente, le rare volte in cui fa una prestazione senza psicodrammi). Come 15 anni fa fu il Waka Waka, dicevano “Time for Africa”, sperando che il Mondiale portasse sviluppo a un continente di grande potenzialità, senza però che ciò avvenisse. “Dai dai” fa capire che ormai l’Italia è un paese di grande potenzialità che ha bisogno di occasioni di sviluppo, senza però che queste abbiano effetto, perchè forse siamo ormai incapaci di coglierle. Ah, il pezzo è bruttino, tamarrata latino americana che con l’Italia e con il calcio c’entra un tubo. Altro che Waka waka.

13 – ROSA CHEMICAL – Mammami
Riprova con l’electro swing. Il pezzo non è nemmeno malaccio, pur sembrando tanti singoli estivi del periodo antecovid. Il dubbio invece è che certi spunti da spettacolo o da costume riescano una volta e poi per mantenersi occorra avere contenuti musicali più solidi. 

12 – Mk ft. Poppy Bascombe – Zone
Brano house pensato per i dancefloor estivi, groove e sound accattivanti, cantato ipnotico ma buono per certe radio energy. Può avere successo su entrambi i campi, ma non sarà mainstream. 

11 – Gracie Abrams – Hit the wall
La brava cantautrice deve confermarsi e fare un brano che resti in testa, come ilprecedente “That’s so true”, non un tormentone per concezione, ma un gancio che rimaneva in testa. Questo è delicato ma deciso, unica pecca, sembra sempre lì esplodere ma non salta mai: il ritornello è quello che invece sembra il prechorus. E magari è anche un’idea, eh. 

10 –  LIBERATO ft. Mahmood – Intostreet
I due nomi più innovativi in assoluto del filone Urban italiano, due talenti pazzeschi che, ognuno nella sua direzione hanno creato un genere che non ha uguali al mondo, ovvero quella miscela che unisce a rap, trap e rnb anche elementi napoletani ed arabeggianti, che conoscono la rispettiva tradizione ma non la..rispettano, evolvendone il linguaggio ai tempi odierni. Il fantomatico napoletano pubblica un album in cui rivisita i suoi brani con collaborazioni eccellenti come queste. Non si sa se siano ancora quei tempi di sperimentazione e di emersione di una nuova generazione musicale, ma certamente sono due talenti che sembrano nati per lavorare insieme. Anche se in questo brano c’è più ritmo che scrittura. 

9 – PINGUINI TATTICI NUCLEARI – Scusa, sorry, lo siento
Hanno repertorio, sanno scrivere, hanno facce e atteggiamento giusti. A volte un po’ troppo nella confort zone abituale, ma ne padroneggiano il linguaggio e sanno sempre evitare ripetizioni. Qui siamo in una via di mezzo tra dare ai fans ciò che si aspettano e cercare nuove soluzioni. Più facile però che siano i fans stessi a sdoganare il pezzo, che potrebbe lasciare un po’ indifferente il pubblico generalista. 

8 – ELISA – Amore è
Una fuoriclasse del nostro panorama musicale, mai ripetitiva e capace di ogni linguaggio stilistico. Paradossalmente, però, ottenne più successo con brani più sperimentali che quando realizza cose ultrapop, come i singoli degli ultimi anni, che non hanno avuto il riscontro atteso e che forse avrebbero meritato. Da capire se questi dieci anni con soli due album e tanti singoli poco recepiti siano un fatto anagrafico o ci siano distonie di valutazione tra attese e pubblico. Questo brano appare forte, ma necessita di più ascolti per arrivare. Base elettronica ma con muro di suono nel ritornello, scrittura identificabile, interpretazione al solito di altissimo profilo. Il rischio è la difficile memorizzazione, ma in concerto sicuramente può essere un opener bomba o un bis acclamatissimo. In radio e sul mercato, un’incognita. Ma certamente mai un flop. 

7 – CATE LUMINA – Paraiso (ft. Praci)
Strano che una voce uscita da Amici con netto anticipo rispetto alla finale abbia un lanciodi un singolo con tutte le attenzioni del caso. La risposta è anche nella qualità del pezzo, latino estivo ma non banale nè volgare.

6 – MACE ft. Salmo e Colapesce
Solo un grande producer potrebbe mettere insieme due campioni di mondi musicali così distanti. E i due stili si sposano magnificamente, nel ritornello cantabile ideato dal cantautore, nelle barre aggressive e di contenuto del rapper, il tutto sulla magnifica base funk creata dal producer. A giocarsela tra le hit estive. 

5 – ERMAL META – Calma metafisica
Il bravissimo cantautore ha sempre qualcosa di interessante da dire ma purtroppo sconta un calo poco spiegabile di popolarità personale, se anche un brano delicato e ritmato al tempo stesso, molto votato all’attualità come “Stella stellina” non abbia lasciato il segno in un Sanremo senza grandi picchi. Il lavoro di produzione con Dardust mette nuovi suoni nella sua musica senza snaturarla, anche per la capacità del cantautoredi adattare la sua scrittura ad ogni contesto. Qui ci sono sonorità elettroniche ultrapop, ma anche questo è un bel pezzo, che avrebbe tutto per essere una hit da stamparsi in testa. Perchè l’album di Ermal Meta non stia funzionando resta inspiegabile. 

4 – ALEX WYSE – + love
Talento da vendere, brano fortissimo, sonorità british su chitarre stoppate e ritornello memorabile su muro di suono. L’avesse inciso Benson Boone, e sarebbe stato anche plausibile stilisticamente, sarebbe in tutte le radio. Invece non è nemmeno entrato nel cast sanremese. Spiegatecelo. 

3 – DURAN DURAN – Free to love
Chi dice che la new wave sia stato solo un periodo e oggi è uno stile fuori moda e non aggiornabile, ascolti questo brano, che suona attuale ma avrebbe potuto essere in qualsiasi album del 1984 suonando futuristico. Produce Nile Rodgers, come ai tempi belli di Seven and the ragged tiger. Il loro migliore pezzo da decenni in qua. Troppo sottovalutati? Forse. 

2 – ULTIMO – Questa insensata voglia di te
Ballata al solito molto intensa, guidata dal pianoforte e da vocalità imponente. Votata al soul nella vocalità, comealtri suoi capolavori in questo filone, qui però con più pianoforte british e abbondanza di melodia aperta all’italiana, che però acquisisce tocco internazionale proprio per alcuni dettagli dell’interpretazione. C’è sempre bisogno di brani così, senza tempo. 

1 – IRAMA – Cabana
Il brano più interessante è questo, pur non essendo di ricerca ma piuttosto di tendenza pop estiva. Intanto ha sonorità belle chiare e pulite, come si registrava fino a qualche anno fa, senza compressioni eccessive che appiattiscono le dinamiche e rendono tutte uguali le canzoni. Introduzione tipo “Bailamos”, con chitarrina spagnoleggiante, poi due cambi ritmici da spaccare le gambe ai ballerini, tra stop salsero alla Ricky Martin e chitarre più gitane, poi rilassa in un ritornello più rotondo e poi va di cassa. Un labirinto di forme ritmiche in un unico tema molto ben riconoscibile. Irama è tornato ad essere lo specialista delle atmosfere estive e lo fa con una tipicità tutta sua, mescolando creativitàe derivazione, ma mai assomigliando a qualcosa di preciso. Pezzonissimo, appena finisce viene voglia di rimetterlo daccapo e ogni volta ci si trovano dettagli nuovi da apprezzare. 

HC, hors catégorie

TIZIANO FERRO – XXDONO (ft. Lazza)
Un caposaldo della musica italiana, un capolavoro, un successo internazionale, che viene rivisitato in una versione da non liquidare subito come tale. C’è qualcosa di molto più consistente: intanto l’incontro tra culture, a dimostrare che finalmente l’hip hop/urban italiano riesce a riscoprire le sue radici nell’rnb del periodo a cavallo del Millennio, troppo spesso dimenticate in luogo di basi fatte di casse in quattro e verbosità declamatorie varie nei testi.E poi perchè “riabilita” Tiziano e il produttore originario Michele Canova da quella che quest’ultimo definì “la marachella”, ovvero l’avere prelevato quasi paro paro la base di “Did U ever think” di R Kelly per realizzare il brano, passandola anche incredibilmente liscia sotto i punti di vista dell’opinione pubblica e del giuridico. La versione originale dimostrava che anche in Italia si poteva confezionare ottimo rnb di sapore internazionale, la nuova versione dimostra che si può trovare una sonorità anche dissimile per dare ancora più personalità e grandezza a un capolavoro. Lazza mette l’autotune a fini estetici e dimostra ampiamente di non usarlo come correttore, Tiziano oggi la canta un po’ all’italiana, con più respiro tra le “barre”: da un lato assume una connotazione più particolare, dall’altro perde qualcosa. Ma dimostra ancora di più di “essere un grande”, nel 2001 ed oggi. 

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