Sanremo 2026, Cochi Ponzoni debutta all’Ariston con “E la vita la vita” insieme a J-Ax. Tra ricordi, Jannacci e Canzonissima, il racconto di una canzone simbolo.
Nella lunga e affollata lista di duetti della serata cover di Sanremo 2026, in programma venerdì 27 febbraio, ce n’è uno che spicca per valore simbolico e mistero. J-Ax porterà sul palco dell’Ariston “E la vita la vita”, sostituendo per una sera il suo brano in gara Italian Starter Pack, accompagnato dalla Ligera County Fam, un collettivo che riporta idealmente in scena lo spirito del Derby Club di Milano, del quale dovrebbero far parte anche Ale e Franz e Paolo Jannacci. Al centro di tutto, Cochi Ponzoni, al suo vero debutto sanremese a quasi 85 anni.
«Pensi, a quasi 85 anni. Io non sono mai impazzito per Sanremo», racconta Cochi a Repubblica, «ma è vero che è un evento ormai così connaturato a noi italiani che anche chi non lo ama ha sicuramente nel cuore qualche canzone passata di lì». La decisione di accettare non nasce dal Festival in sé, ma dal progetto: «Ho detto sì solo perché la proposta mi convinceva: io e Renato, altri comici e artisti legati al clima artistico del Derby, tutti insieme a ricordare il mio più grande amico Enzo, con quella canzone lì. Senza pensare alla gara, alla classifica, all’Eurovisione. Solo per divertirci e divertire».
Il riferimento è ovviamente a Enzo Jannacci, autore insieme a Renato Pozzetto di E la vita la vita, sigla di Canzonissima 1974 e unico brano con cui Cochi e Renato arrivarono al primo posto in hit parade. «Enzo era dietro davvero tutto quello che abbiamo fatto io e Renato, specie nella parte musicale», sottolinea Ponzoni, chiarendo anche un dettaglio poco noto: «In realtà ho contribuito anch’io alla scrittura, ma non ero iscritto alla Siae o mi dimenticavo di firmare. Successe anche con A me mi piace il mare. Firmavano solo Renato e Enzo. Ma non c’è nessuna polemica: eravamo un collettivo, i nomi erano secondari».
Il racconto della nascita del brano è diventato ormai leggenda: «Avevo invitato a cena Renato, Enzo, Boldi, Teocoli. Sul tavolo un pentolone di cassoeula, per digerire parecchie bottiglie di vino. Al mio risveglio, la canzone era lì». Un successo amplificato anche dal celebre filmato televisivo: «Trasformavamo ogni frase del testo in immagini grottesche e surreali. Forse non era il primo videoclip italiano, ma di certo uno dei primissimi».
Eppure, per Cochi, E la vita la vita non è il manifesto definitivo del duo: «Quella che più ci rappresenta è La gallina, intrisa dei nostri giochi di parole e del nostro linguaggio». Il sogno sanremese alternativo? «Avrei amato portare Canzone intelligente, soprattutto per quel verso: “la casa discografica veste il cantante come un deficiente e lo lancia sul mercato”. Ma il brano l’ha scelto J-Ax».
Un J-Ax che, non a caso, ha costruito tutta l’operazione come omaggio consapevole, fuori dalle logiche competitive. «Stavolta giocheremo a carte scoperte», conclude Cochi. E forse è proprio questo il senso profondo di questo momento a Sanremo 2026: non una cover, ma un atto di memoria musicale, capace di riportare sul palco dell’Ariston l’ironia, la libertà e l’umanità di una canzone che, a distanza di oltre cinquant’anni, continua a dire tutto.

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