Amanda Lear

Amanda Lear, ospite del programma radiofonico di RTL On remake TV, ha parlato di Eurovision Song Contest riservando alla kermesse parole ben poco edificanti.

L’eclettica e stralunata artista, come riportato dalla testata Télé-Loisirs, ha parlato di una telefonata ricevuta da Damiano dei Maneskin, che l’avrebbe contattata per prendere parte insieme a loro all’Eurovision 2021.

“Ho perso una grande occasione. Sai, il gruppo che ha vinto era un gruppo italiano chiamato Maneskin, che ovviamente non conoscevo. E mi è stato detto ‘ma è troppo popolare in Italia’. E mi hanno contattato, mi hanno chiesto fare un duetto con loro. E siccome non li conoscevo, ho detto ‘quanto mi paghi?”

Una rivelazione che appare non veritiera, in quanto è difficile immaginare una versione alternativa di Zitti e Buoni, pensata proprio per l’Eurovision e con un ospite così ingombrante.

E’ probabile che Amanda Lear si sia confusa, vista che già dopo il Festival di Sanremo aveva rivelato il contatto con la band romana.

“Dovevo andare a Sanremo. Mi avevano chiamato i Maneskin, che non conoscevo, per duettare su ‘Amandoti’. Solo che non c’erano soldi e gli ho detto: ragazzi, sapete oggi quanto costa anche solo un paio di ciglia finte? E allora hanno preso quel tipo con la barba.”

In quell’occasione Amanda espresse l’apprezzamento per i Maneskin, ma non per il Festival.

“Mi sono piaciuti molto. Peccato che, in generale, mancassero le belle canzoni: sembrava una sfilata di moda, tutto troppo fashion. Solo look, pettinatura, vestiti.”

Amanda Lear

Amanda Lear parla di Eurovision

Amanda Lear, poi, incalzata dai conduttori Jade ed Éric Dussart ha parlato dell’Eurovision Song Contest.

“È cambiato molto. Quello che all’inizio era l’Eurovision che conoscevamo con belle canzoni, è diventato un prodotto, soprattutto per i paesi dell’est, con tanti fan, ragazzi, paillettes, ballerini. Quindi non è più musica, non è più canzone.”

Riferendosi, poi, al fatto che la Francia non vince dal 1977.

“Finché ci ostiniamo a cantare una canzone un po’ triste, in francese, non so se vinceremo…”