Mameli

Intervista a Mameli che, dopo il joint album con Lorenzo Fragola e la candidatura a Sanremo Giovani, è tornato con il nuovo singolo Clandestino (S1 E0).

Un progetto che nasce a settembre ed è presentato come una serie televisiva.

Nella puntata pilota “CLANDESTINO” di questa nuova serie, Mameli si troverà alle prese non con l’amore, ma con la sua fine cruda, disarmante a tratti disperata. I pomeriggi Siciliani dal sapore malinconico, le ferite mai rimarginate, la difficoltà di crescere lontani da casa. Ma lui sarà finalmente se stesso fino all’ultimo respiro, manifestando una maturità personale e artistica acquisita in questo periodo, in cui si è dedicato a scrivere nuova musica, iniziando un nuovo percorso con Capitol Records Italy.”

Intervista a Mameli, il nuovo singolo “Clandestino”

Mameli, un singolo nuovo e con un approccio differente rispetto a quello che hai proposto fino a ora. Cosa rappresenta questo brano nel tuo percorso?

Questo è brano è strettamente connesso al percorso che stavo intreprendendo prima dell’album con Lorenzo. Io non lo sento così diverso rispetto a quello che faccio abitualmente. Probabilmente sono in una fase in cui sono cresciuto e nella scrittura sono più crudo e meno sognante. Questo lo percepisco non solo nella mia musica, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Nel pezzo non hai paura di ammettere le tue debolezze. Un modo per raccontare una storia finita.

Sì, una storia finita male, tossica, senza un lieto fine; un concetto in cui non credo. La vita ci riserva purtroppo e per fortuna situazioni non previste e che ci fanno soffrire. Abbiamo voluto raccontare il nuovo progetto in modo inedito. Ogni venerdì siamo tempestati da musica e bisogna cercare di essere originali anche nella presentazione.

Il mio disco precedente è stato agganciato alla parentesi del talent, quindi non non ho avuto la possibilità di raccontarlo come avrei voluto. Ora ho una visione un po’ più chiara di quello che è il messaggio che voglio comunicare. Con Clandestino siamo ancora alla puntata pilota, al trailer. Sarà molto figo raccontare tutto, episodio per episodio.

Sui social hai ringraziato Paolo Antonacci, coautore del pezzo. Com’è stato lavorare con lui.

Paolo è diventato un amico. E’ una persona d’oro, ma anche un professionista straordinario. Ho scritto il brano la scorsa estate, poi gliel’ho fatto ascoltare. Gli è piaciuto, ma poi ha voluto metterci mano. Ultimamente abbiamo scritto molto insieme. Lui non è un autore invadente, lascia spazio alle idee dei suoi collaboratori, è molto empatico. Cerca di capire il tuo punto di vista.

Sui social hai presentato il brano e la “stagione”, parlando di colpi di scena, lacrimoni. Un modo per raccontare non solo la tua storia, ma anche il disagio di una intera generazione.

Non parto con l’idea di scrivere inni generazionali. Io riesco solo a parlare di quello che provo. Poi se è una cosa che tocca qualcun altro sono felicissimo, se una parte della mia vita può essere utile ad altre persone.

Anche dal punto di vista sonoro, ho trovato un’evoluzione perché hai scelto un approccio minimale nella scelta dei suoni.

Devo dire che il merito è di Simone Previtera. Ci conosciamo da tanti anni e abbiamo deciso di lavorare insieme solo ora. Io sono sempre stato abituato a fare tutto da solo. Ora sono più grande e sto imparando tanto dalle collaborazione con produttori e autori bravissimi. La cosa importante è entrare in empatia con le persone con cui fai musica, perché non basta un nome e una carriera. La musica è questione di empatia.

Quali sono stati i primi riscontri che hai ricevuto su questo su questo progetto?

La parola chiave è stata ‘bentornato’! Anche i miei fan hanno avvertito un’evoluzione, soprattutto dopo il joint album, che è arrivato, presto in un momento in cui avevo paura che il pubblico non avesse poi tutta questa voglia di ascoltarmi. Mi sono anche arrivati tanti messaggi di persone che hanno notato la mia nuova maturità.

Il brano, in ogni caso, è legato anche a un concetto territoriale. C’è la tua Sicilia, ma anche Milano.

Secondo me se avessi vissuto in Sicilia non avrei scritto quei pezzi che sentirete perché Milano… semplicemente non è Catania. C’è anche da dire che Clandestino sarebbe stata una canzone triste anche se fosse stata scritta… alle Hawaii. Però il ruolo di Milano è stato importante nella composizione di tutti i brani che faranno parte del nuovo progetto.

Manca poco all’inizio del 2024. Quali sono i tuoi progetti?

Vorrei far uscire più pezzi possibili. Ho bisogno di pubblicare nuova musica. Ci saranno poi delle situazioni in cui suonerò dal vivo. Non sarà un tour, ma un modo per incontrarsi. Ancora non posso dire troppo…

Poi avrai modo di condividere la tua musica con il team di Capitol Record.

Siamo tutti molto gasati, contenti e felici. Loro comprendono le mia musica. Mi sento capito e questo è un passo avanti davvero non indifferente.

Video Intervista a Mameli

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