Locura Lazza

Lazza ha presentato a Milano il nuovo album Locura, parlando a 360 gradi del percorso personale e artistico, sottolineando momenti positivi e criticità. (Qui il link per l’acquisto dell’album e Qui il calendario dell’instore tour.

“Sto affrontando una paternità e un trasloco. Ho gli occhiali perchè ho festeggiato, ma il giusto.”

Queste le prime parole dell’artista, che poi si concentra sulla spiegazione dell’album.

“Sono molto felice di questo disco e sono curioso di leggere i pensieri del pubblico che lo ha ascoltato. Vengo da un album che ha fatto numeri enormi, ma volevo uscire da questo concetto, proponendo qualcosa che rimanesse, non solo per l’aspetto musicale, ma anche visuale e grafico. Questo è un disco in cui ci sono i pensieri di Jacopo, tra poesia e follia.

E’ un disco molto importante, concepito in viaggio. La città dove sono nato e cresciuto mi ha dato tutto e ora per sentirmi ispirato ho avuto bisogno di viaggiare. E’ un disco vario, in cui c’è Lazza, ma anche Jacopo.

La mia vittoria è sempre fare della musica bella.”

Lazza spiega come è nato il progetto Locura.

“All’inizio ero spaventato dai numeri di Sirio, anche perchè a volte temo che il mercato sia saturo. Sono partito verso New York, ma avevo paura di non riuscire a combinare niente. Gran parte dei pezzi sono stati concepiti tra New York, Miami e Los Angeles e registrati in studi incredibili. Mai l’avrei immaginato. Mi sono sentito come un bambino con le caramelle in mano. Viaggiare fa bene. Alcuni pezzi sono stati concepiti a Parigi nei giorni in cui ho saputo che sarei diventato papà.

Per questo disco è stato molto difficile confezionare tutti i pezzi. Io sono sempre alla ricerca di qualcosa che manca, anche se poi mi accorgo che… non manca niente. Ho aperto e riaperto un sacco di volte le tracce.

Ho la fortuna che tante cose mi vengono naturali. Vocalmente questo è un disco molto difficile e per il tour sono certo che mi serviranno un sacco di prove.

Io ci tengo a fare le cose fatte bene. Mi piace che si veda la qualità delle cose che faccio. Cerco di differenziarmi curando ogni aspetto. Finchè non sento che una cosa è bella, non vado a dormire.”

Il titolo ha un valore piuttosto importante.

“Locura è un aggettivo che voglio attribuire alla fama. Follia non sarebbe stato un titolo d’impatto. In passato ho già cantato la parola ‘Locura’ e mi piaceva dare ora questo titolo all’album.”

Un progetto in cui si coglie una forte consapevolezza.

“Credo di aver fatto il mio nella maniera migliore possibile. Ho fatto un disco che parla alle persone. Per me è un progetto pieno di cose da dire alla gente. 100 messaggi, per esempio, è un pezzo davvero per tutti. Il mio uscire dalle regole è cercare di dire qualcosa che gli altri non dicono. Siamo in un’epoca in cui i dischi suonano benissimo, ma portano pochi messaggi.”

Il mercato, come detto da Lazza, è saturo, ma…

“Il mercato è saturo, ma ogni tanto ci sono artisti e progetti che mi sanno sorprendere. Da un certo punto di vista è anche un bene che un mercato sia saturo, perchè quando qualcuno si distingue riesce davvero a emergere.”

Locura si caratterizza anche per una serie di featuring di primissimo piano, che valorizzano ulteriormente le tracce.

“Ho scelto dei featuring speciali. Sono onorato che la prima voce che si sente nel disco è quella di Laura Pausini. Lei si è resa disponibile e il suo pubblico ha dimostrato di essere contento della nostra sperimentazione.

Ho voluto coinvolgere Ghali, che conosco dal 2009, quando frequentavamo entrambi i centri sociali.

Sfera e Guè sono amici con cui ho collaborato in più occasioni e anche questa volta hanno fatto qualcosa di diverso rispetto al passato.

Lil Baby è uno degli artisti che preferisco e sono felicissimo che sia nella tracklist del mio disco.

Marra è la ciliegina sulla torta. E’ preciso, meticoloso ed è sempre difficile coinvolgerlo. Doveva essere nel disco precedente, ma le tempistiche non ci hanno permesso di collaborare. Questa volta c’è e… spacca!

Ho coinvolto due giovani, due artisti che hanno dei segni particolari. Kid Yugi è il migliore della sua generazione e di Artie 5ive mi piace l’attitude e il modo in cui si è presentato in studio. Si è subito buttato nel mood del pezzo. Ho stima di questi due ragazzi come artisti, ma anche come persone. Oggi troppo spesso i giovani danno per scontate certe cose. Loro si differenziano anche nell’atteggiamento.

Il discorso, poi, si sposta sul successo e sulla fama, croce e delizia anche per Lazza.

“La gente del successo vede solo la punta dell’iceberg, soprattutto il lato economico. La fama ha tanti lati positivi, come poter fare i tour e suonare in grandi spazi davanti a tanta gente, ma altrettanti negativi. Il successo raramente viene perdonato. Io mi sento più persona che personaggio e mi inizia a pesare tenermi la lingua tra i denti. Mi pesa non poter sempre dire quello che penso. Mi pesa dover sempre farmi vedere sorridente. Non riesco più ad accettare che la gente non abbia pazienza. Ogni cosa ha lati positivi e negativi. Sta a me imparare a conviverci.”

Lazza ha raggiunto molti obiettivi, anche attraverso Sanremo e il singolo Cenere, certificato 9 volte disco di platino.

“Come persona oggi mi sento realizzato. Come artista, essendo io ambizioso, non mi realizzo mai. Sto già scrivendo cose per il futuro. Questo fa parte del mio carattere. La musica serve per comunicare. Io non mi sento in competizione con i miei colleghi. L’unica competizione è con me stesso, ma non a livello di numeri. Per me è importante è cercare di fare meglio, sempre.”

Il 6 gennaio partirà da Mantova il Locura Tour 2025. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

“Conto i giorni che mi separano dal tour. L’unico spoiler che posso fare è che… ne vedremo delle belle! Faremo qualcosa di bello e superiore al precedente. Non vedo l’ora!”

Lazza ha presentato in anteprima le canzoni di Locura a pochi passi dallo Stadio San Siro. E’ previsto un concerto nell’iconico impianto milanese?

“Sarebbe bello. La squadra c’è, il pubblico c’è e… chi vivrà vedrà… vedremo…”

Foto di Bogdan ‘Chilldays’ Plakov

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