Maneskin Gianna Fratta

Gianna Fratta, direttrice d’orchestra e pianista, scrive a Uto Ughi, parlando dei Maneskin e proponendo una interessante chiave di lettura.

La musicista segue, quindi, la linea tracciata da Enrico Melozzi che nelle scorse ore non ha fatto mancare il sostegno alla band dei record (Qui il nostro articolo).

Maneskin, Gianna Fratta contro Uto Ughi

Chi decide cos’è arte e cosa no?

Caro Maestro Ughi, amico personale e violinista col suono più bello del mondo, la tua – e anche la mia – di cultura e di arte sono una possibilità. Forse neanche la migliore.

Le musiche, le arti, le culture sono tante, variegate, plurali. Non dobbiamo capirle tutte, non possiamo occuparci di tutte, non siamo in grado di frequentarle tutte, non ci devono piacere tutte e quindi non dovremmo parlare di ciò che non conosciamo, solo provare ad ammetterlo come alternativa.

Uto 🎻 ti voglio bene e ti stimo, e lo sai, ma, se non lo hai fatto per promozione del tuo programma e per far parlare di te, secondo me era meglio non avventurarsi in giudizi su galassie artistiche di cui non sai nulla. Il rock fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Il pop fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Se ti piace Michelangelo e non ti piace Fontana, non puoi dire che Fontana non sia un artista, perché squarciava la tela.

Hai detto che sono solo delle urla le loro. E se anche fosse? Urlare è quello di cui ci sarebbe bisogno molto più spesso.

E poi ci sono casi in cui sarebbe meglio tacere.

Con tanta stima immutata per la tua storia artistica, per il tuo suono, per la tua arte. Una delle arti possibili.”

Queste le parole di Gianna Fratta, musicista nota anche per essere da tre anni e mezzo la moglie di Piero Pelù. Un artista che di rock… se ne intende!