In gara tra i Big al Festival di Sanremo 2023, oggi pomeriggio – sabato 11 febbraio – Tananai ha voluto fare una sorpresa al pubblico della città dei fiori, improvvisando la sua “Tango” accompagnato dalla chitarra davanti al Casinò di Sanremo, mentre al pubblico presente venivano regalate rose gialle e blu.
Sanremo 2023, Tananai: il videoclip di “Tango”
Diretto da Olmo Parenti per la produzione di A Thing By, il videoclip di “Tango” racconta la storia a distanza di Olga e Maxim: una coppia di trentacinquenni ucraini provenienti da Smolino, una cittadina in provincia di Kirovohrag, che il conflitto ha diviso. Il video porta dunque un messaggio di pace e di speranza, quella di poter un giorno cantare l’abbraccio del ricongiungimento tra questi due giovani ragazzi, che hanno una figlia di 14 anni, Liza.
Le immagini del videoclip – che sono state girate dagli stessi protagonisti e inviate l’uno all’altra – raccontano la nuova vita a distanza della coppia. Di fatto, prima dell’inizio del conflitto, Olga faceva la segretaria in una clinica, mentre Maxim è un militare e combatte al fronte da febbraio 2022.
Circa un mese dopo l’inizio dell’invasione russa, Olga e la figlia Liza sono scappate in Italia, dove hanno trovato ospitalità a Milano, nella casa di un signore italiano. Ed ecco che il video mostra la lontananza dei due giovani genitori, mostrandoli prima insieme e poi separati, in un montaggio parallelo che mostra da una parte la quotidianità milanese di Olga e dall’altra l’atroce assurdità della guerra, vissuta da Maxim.
Sanremo 2023, Tananai parla di Tango
«Ero impegnato nella scrittura di Tango quando mi è stata raccontata da amici la storia di Olga e Maxim», racconta Tananai. «Sono stato subito travolto da emozioni forti e contrastanti. L’obiettivo della mia musica è sempre stato quello di arrivare a più persone possibili, Mi sembrava dunque giusto, visto il tema della canzone, dare voce e immagini alla testimonianza di questi due ragazzi ucraini. È passato un anno dall’inizio di questo conflitto e forse ci siamo dimenticati che non si tratta solo di strategia e politica, ma di quotidianità che si sfaldano e si riadattano per non far svanire ogni traccia di umanità e di amore».

Classe 1998, negli ultimi 4 anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Di notte recensisce musica, di giorno ne parla con gli artisti. Nostalgica ed empatica, scrive spesso nei giorni di pioggia. La musica? Un ricordo senza origine che ha ribaltato ogni prospettiva.
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