Sal Da Vinci racconta le emozioni alla vigilia di Eurovision 2026 a Vienna: dal palco “cinque volte più grande di Sanremo” alla scelta di cantare in italiano. Le sue dichiarazioni complete.
Dopo le prime prove alla Wiener Stadthalle, il vincitore di Festival di Sanremo 2026 ha incontrato la stampa raccontando emozioni, aspettative e il significato della sua partecipazione internazionale con “Per Sempre Sì”.
L’artista napoletano si è mostrato profondamente emozionato per questa nuova avventura: “Io voglio ringraziare la Rai che mi ha dato la possibilità di salire sul palco di Sanremo. Vedo che c’è un grande amore attorno a me. Ci tengo a ringraziare Carlo Conti e tutti coloro che stanno lavorando per me”.
Parlando delle prove svolte a Vienna, Sal Da Vinci ha sottolineato l’impatto scenico della manifestazione: “Ieri ho fatto le prove e mi è mancato il fiato. È un palco enorme, straordinario, cinque volte più grande rispetto a Sanremo”.
Il cantante porterà in scena una performance fortemente legata alla tradizione italiana e al tema dell’amore: “Sul palco ho i coreografi che hanno creato il gesto iconico. Porto sul palco l’amore, il matrimonio tradizionale. L’abito bianco è un sogno per tante donne”.
E ancora: “La prova è stata emozionante parecchio. Ci siamo guardati negli occhi e vi lascio immaginare quello che sarà quando l’Arena si riempirà di pubblico”.
“Non siamo programmati per vincere”
Nonostante l’entusiasmo dei fan e i pronostici favorevoli, Sal Da Vinci mantiene i piedi per terra: “Programmato per vincere? No, nemmeno a Sanremo. Noi pensiamo a fare del nostro meglio”.
L’artista ha poi raccontato quanto questo momento rappresenti un traguardo personale: “Ancora non capisco come sia stato possibile tutto questo. Trovare parole per spiegare le mie sensazioni è difficile. Sono emozionato e grato a chi mi sta vicino e al mio gruppo di lavoro”.
L’orgoglio dell’identità italiana
Uno dei temi centrali della conferenza è stato il valore della musica italiana all’estero. Sal Da Vinci ha rivendicato con forza la scelta di mantenere il brano completamente in italiano: “Noi italiani non dobbiamo scimmiottare altre musiche, ma al massimo contaminarle. Quando facciamo gli italiani abbiamo una forte identità”.
Sul possibile adattamento internazionale del pezzo ha spiegato: “In giro ci sono tredici versioni in altre lingue non cantate da me e questo mi onora. Io spero di poter cantare anche in inglese. Mi era stato chiesto di cambiare qualche frase, ma io per l’Eurovision ho voluto mantenere l’italiano. Questa è una canzone italiana ed è giusto portare l’italianità sul palco”.
“Sono un operaio della musica”
Tra i passaggi più toccanti dell’incontro con i giornalisti, anche il racconto del suo percorso artistico: “Dopo Sanremo la mia vita non è cambiata. Io sono sempre me stesso. Non c’è differenza. Io sono un operaio della musica, un ambulante. Sono un venditore ambulante di sentimenti”.
Sal Da Vinci ha ricordato le difficoltà incontrate negli anni: “Sono stato educato a non aspettarmi mai niente. Voglio ringraziare la vita per tutto quello che ho fatto, nonostante le avversità”.
E ha aggiunto: “A settembre celebrerò 50 anni dalla prima volta che sono salito sul palco. Non sapete quante volte ho provato a partecipare a Sanremo, sia tra i Giovani che tra i Big”.
Eurovision 2026 e il sogno della vittoria
Infine, uno sguardo alla finale dell’Eurovision Song Contest 2026, senza nascondere il desiderio di trionfare: “Io sogno una vittoria. Ce la metterò tutta e un trionfo sarebbe un regalo per tutti, un riconoscimento per la squadra”.
Ma la priorità resta un’altra: “Pensiamo a fare una bella figura, poi quello che sarà sarà”.
Photo Credit: Sarah Louise Bennett / EBU

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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