Riccardo Fogli GF Vip

Dai ricordi con i Pooh agli amori mediatici, Riccardo Fogli guarda al futuro e svela il progetto di un ritorno sul palco nel 2026.

«Io ero il Mick Jagger della Maremma», scherza Riccardo Fogli in un’intervista a Rolling Stone, ricordando i suoi esordi da bassista e cantante scatenato con gli Slenders. Lunghi capelli, fisico asciutto e un discreto seguito di fan: così si presentò al Piper a metà degli anni ’60, quando i Pooh – allora ancora agli inizi – lo notarono.

«Avevano inciso due singoli senza successo, ma erano bellini, vestiti fighi, strumenti fighi… dei predestinati. Mi si avvicinarono e dissero: “Senti, noi ti vorremmo con noi, tu sei quello che ci serve”».

Così iniziò la sua avventura con la band. L’accordo prevedeva non solo l’ingresso nel gruppo, ma anche il passaggio delle cambiali del furgoncino e di un gigantesco amplificatore AC 100 dei Beatles. «Per tre anni ho continuato a pagare 20 mila lire al mese. Non è che fossi entrato in una band milionaria: prima non avevamo una lira e dopo neppure». Era il 1966.

Il primo vero segnale di successo arrivò con Piccola Katy nel 1968, ma il boom sarebbe arrivato grazie all’incontro con il produttore Giancarlo Lucariello. «Un genio assoluto. Vide in noi un progetto, capì come valorizzarci: gli arrangiamenti, i cori, l’orchestra. Nel giro di pochi mesi nacquero Tanta voglia di lei, Pensiero e Noi due nel mondo e nell’anima.»

Nonostante la fama crescente, i Pooh rimasero legati alle origini. «Continuammo a suonare nelle discoteche per 50mila lire a sera, rispettando i contratti firmati. Ma quelle serate ci hanno fatto crescere: il pomeriggio provavamo quando i camerieri pulivano, Facchinetti al piano, repertorio nuovo ogni giorno.»

Se la musica regalava soddisfazioni, l’amore portava tempeste mediatiche. Fogli ammette che la sua vita sentimentale, tra Viola Valentino e Patty Pravo, è stata una croce pubblica. «Quando ebbi quel grande successo ero sposato con Viola. Poi conobbi Nicoletta (Patty Pravo, ndr) e ci fu un’attrazione irresistibile. Viola se ne accorse, e questo mi fece male. Con Nicoletta vivemmo due anni di passione assoluta, bruciando tutto quello che potevamo bruciare a ventiquattro anni.»

L’addio ai Pooh arrivò proprio in quegli anni, ma Fogli difende Patty Pravo dalle accuse di “Yoko Ono italiana”: «Lei non ha mai messo piede in sala di incisione con i Pooh, non c’entra nulla con la mia scelta».

Oggi, guardando al futuro, Riccardo Fogli non nasconde l’entusiasmo per un ritorno sul palco previsto nel 2026, con la speranza di una collaborazione insolita: «Mi piacerebbe lavorare con i Gemelli Diversi. L’idea di mischiare le nostre storie musicali mi intriga».

Tra nostalgia e nuovi sogni, la storia di Riccardo Fogli resta quella di un uomo che ha attraversato la musica italiana da protagonista, senza mai perdere la voglia di rimettersi in gioco.

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