Intervista a I Patagarri, ammessi ai Live Show di X Factor 2024 nella squadra di Achille Lauro.
Francesco Parazzoli (tromba e voce), Jacopo Protti (chitarra), Daniele Corradi (chitarra), Giovanni Monaco (clarinetto e sassofono) e Arturo Monaco (trombone e percussioni), tra i 20 e i 31 anni, tutti di Milano e dintorni, tutti studenti tranne Giovanni che è insegnante. Trasformano grandi classici della musica italiana elettrizzandoli con un «vorticoso e danzereccio» gipsy jazz. Traggono ispirazione dai suoni di New Orleans e da artisti come Paolo Conte, tra gli italiani, e come Django Reinhard a Ray Charles, tra gli internazionali. Vengono da una gavetta fatta di esibizioni in strada e nei locali o, come hanno detto alle Audizioni, nei mercati di Milano, dove hanno conquistato le loro prime fan: le nonne.
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X Factor 2024, intervista a I Patagarri
In questa prima parte di X Factor avete sorpreso per la vostra originalità e per il vostro approccio musicale, che richiama molto lo stile di New Orleans. Cosa rappresenta l’approdo ai live per il vostro percorso artistico?
Beh, è un’occasione per sperimentare nuovi generi e fare musica in un contesto diverso da quello a cui siamo abituati. È anche l’opportunità di presentare il nostro genere al pubblico.
E come definite il vostro genere musicale? Finora avete mostrato una cifra stilistica molto originale.
Ah, noi lo chiamiamo per scherzo “Swing d’autore” o “Swag Swing”. Ci piace giocare con le definizioni!
C’è qualche aspetto della vostra musica che avete capito di dover migliorare in queste settimane?
Sicuramente la musica è uno studio infinito, c’è sempre qualcosa da migliorare. Bisogna sempre provare, studiare, e continuare a sperimentare. Un’altra cosa potrebbe essere l’uso del click, visto che non suoniamo con basi o sequenze. Probabilmente proveremo a integrare questa novità nei prossimi live, sarà interessante.
Qual è il segreto per non snaturarsi a X Factor, dove spesso si rischia di perdere la propria originalità e creatività?
Il segreto è trovare un compromesso tra quello che ci propongono e quello che siamo abituati a fare. Quando suoni, è difficile mentire: se ti snaturi, l’esecuzione sarà mediocre. Se ci sentiamo a nostro agio con il brano, suoniamo meglio. Inoltre, suonare pezzi che non ci piacciono sarebbe una tortura, e il nostro umore ne risentirebbe subito.
Perché dovreste vincere X Factor?
Onestamente, non pensiamo di dover vincere. Gli altri artisti sono molto bravi e più in linea con il tipo di musica che solitamente arriva al podio di X Factor. Noi cerchiamo di divertirci e di far divertire, senza pensare alla vittoria. I generi sono così diversi che è impossibile fare paragoni, quindi vogliamo solo andare avanti il più possibile. Non è importante vincere, ma partecipare e divertirsi. Viva New Orleans!

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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