Recensione di “Magia bianca, magia nera“, seconda parte dell’album pubblicato in estate da Francesca Michielin
C’era altro da dire dopo l’uscita in estate di “Magia bianca” e, quindi, Francesca Michielin arricchisce con sei nuove canzoni il suo ultimo album ispirato all’immaginario stregonesco e alle leggende medievali che ora diventa “Magia bianca, magia nera“. Sin dal primo ascolto, è subito chiara la sensazione che non siano pezzi rimasti nel cassetto o inserimenti forzati solo per prolungare la vita del progetto, come spesso accade con le riedizioni: qui tutti i pezzi aggiungono qualcosa, non sono riempitivi e arricchiscono un discorso che oggi si sposta su una prospettiva più cupa e oscura.
“Viriditas” apre questa nuova parte del progetto e ne è la canzone più riuscita e interessante per la continua sorpresa che provoca all’ascolto: parte come una sorta di cantilena accompagnata dal clavicembalo, si sposta su un mood più inquieto espresso anche dal senso di oppressione del testo (“Presa d’assalto dalla paura dentro una torre senza uscita“), trova una nuova virata con un bridge che fa molto Branduardi per poi sfoderare nel ritornello un rock impetuoso che guarda alle atmosfere degli Evanescence.
“La mia ragazza” è stata, invece, la scelta più azzeccata per aprire la strada a queste nuove canzoni perché, con il suo raccontare la vicenda di Katherina Hetzeldorfer, prima donna ad essere stata giustiziata per omosessualità nel 1477, si inserisce alla perfezione nello stile di un disco che rovescia il proprio sguardo verso il Medioevo, mentre l’arrangiamento alt-rock, insieme al riff di chitarra ispirato ai The Cure, la rendono la traccia sicuramente più immediata tra quelle che si potevano pescare.
“Hexoria” trova un filo diretto con la precedente traccia perché c’è anche qui la demonizzazione subita dalle donne quando si allontanano dai ruoli tradizionali prescritti dalla società attraverso il racconto della nascita di una figura femminile magica sostenuto da un’altra curiosa struttura: il brano parte, infatti, come una ballad piano e voce, poi subentra l’elettronica, mentre nel ritornello si sfocia quasi nella lirica con dei vocalizzi in cui non è difficile trovare echi agli Era di “The mass“.
La “magia nera” del titolo si fa ancora più evidente in “Danza macabra” che ci porta verso l’horror raccontandoci la storia, ambientata in un cimitero, di una ragazza “che balla con gli scheletri” e “gioca a scacchi con la morte“, mentre “Esperienza estatica” è il brano meno cupo e più vicino al pop tra queste sei nuove aggiunte, perché rappresenta quel momento in cui l’oscurità viene esorcizzata e si trasforma in uno spazio di conoscenza, consapevolezza e liberazione (“Amami come sono mentre gli altri vogliono un angelo puro“).
“Una spada nella roccia” chiude, invece, il disco con quello che è il brano più intimo e delicato dell’intero progetto, quasi a voler dare una carezza all’ascoltatore dopo aver attraversato anche l’inquietudine più profonda: in questo senso, appare evidente come uno dei modelli a cui si è ispirata Francesca per questo suo lavoro sia Enya con il suo mondo ambient ed etereo. Il tema qui è l’amore e la difficoltà nell’accettare l’altro per come è (“Volevo essere qualcuno anch’io per te, questo amore lo sai cos’è, è vento sulla faccia, ma l’amore sai com’è, una spada nella roccia“).
Francesca Michielin ha raccontato “Magia bianca, magia nera” come un “progetto episodico” e noi ci auguriamo che continui a proseguire perché queste sei nuove tracce ci hanno messo ancora più curiosità pensando a fin dove potrà spingersi quello che è sicuramente il progetto al femminile più coraggioso tra quelli pubblicati negli ultimi anni. È ciò che si diceva qualche giorno fa anche di Cesare Cremonini con “Amateur“: la scelta di fare un disco come si vuole farlo, senza guardare cosa succede nel mercato, senza cercare il pezzo per le radio e senza sfruttare il featuring che possa portare più stream, ma solo facendosi guidare dal proprio istinto.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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