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Camilla Ardenzi, 27 anni, nipote di Ornella Vanoni, ha fatto il suo debutto ufficiale in televisione domenica sera nello speciale Ornella senza fine, dedicato alla grande artista milanese e condotto da Fabio Fazio sul Nove. Un’esibizione emozionante, arrivata a poche settimane dalla scomparsa della nonna, che ha acceso i riflettori su una voce e su un percorso artistico appena iniziato.

Capelli rasta, tatuaggi che raccontano viaggi in giro per il mondo e un marcato accento milanese, Camilla si è presentata al pubblico come una giovane donna dallo spirito libero, molto simile a quello che ha sempre contraddistinto Ornella Vanoni. «Nonna mi chiamava wanderlust», racconta, usando il termine che indica il desiderio irrefrenabile di viaggiare.

L’esibizione a Che Tempo Che Fa e l’omaggio a Senza fine

Nel corso dello speciale, seguito da 1,7 milioni di spettatori con il 10,5% di share, Camilla è salita sul palco per cantare Senza fine, il capolavoro scritto da Gino Paoli nel 1961, duettando con Diodato. Un momento intenso, che ha commosso il pubblico e acceso immediatamente i social.

Non era la prima volta che Camilla si cimentava con quel brano: pochi giorni dopo la morte della nonna, aveva pubblicato su Instagram un video in cui cantava Senza fine, scrivendo: “Una parte di te dentro e con me senza fine. Grazie”. Ma quella di domenica è stata la sua prima volta in tv.

Camilla non nasconde le sue ambizioni artistiche. In studio ha raccontato di essere già al lavoro sul suo disco d’esordio e di aver sognato, fino all’ultimo, un progetto condiviso con Ornella Vanoni:
«Avrei voluto incidere un duetto con lei. Sarebbe stato importante per me. Anche solo per riascoltare le nostre voci insieme, per sempre».

Parlando del rapporto con la nonna, ha svelato un retroscena toccante:
«Quando ne parlavamo, mi sembrava che prendesse la cosa troppo sul serio: “Bisogna trovare chi scrive la canzone, chi ce la produce, chi ce la pubblica”. Poi ho scoperto, parlando con i suoi amici, che ci teneva davvero e che quella canzone la stava cercando».

Alla domanda su un possibile omaggio a Sanremo, Camilla non si tira indietro:
«Mi piacerebbe omaggiare la nonna sul palco del Teatro Ariston, sulle note di Senza fine. Vedremo se arriverà la proposta».

Camilla racconta al Messaggero di aver sempre avuto la voce, senza mai viverla come un “dono da esibire”:
«Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito di avere talento. Quando sono nata, l’ostetrica disse ai miei: “Farà la cantante”».

Nonostante il sostegno della nonna, che «qualche volta veniva a vedermi quando non era in tour», la musica è rimasta a lungo in secondo piano:
«Ho sempre avuto paura della competizione e dell’ambiente discografico. La musica richiede tempo e sacrificio, e io ho fatto scelte di vita diverse».

Scelte che oggi sembrano lasciare spazio a una nuova consapevolezza, maturata anche attraverso il lutto.

Nel racconto intimo del rapporto con Ornella Vanoni, emerge un ritratto lontano dall’icona:
«Era una donna libera. Una scombussolatrice di energie: entrava in una stanza e la rivoluzionava. Era anche un’eterna bambina. Nei momenti più fragili mi chiedeva di dormire insieme a lei».

Parole che spiegano perché l’esibizione di Camilla abbia colpito così tanto: non solo un debutto musicale, ma un passaggio di testimone emotivo, carico di memoria, affetto e desiderio di futuro.

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