Daniele Nick

Mediocrità è il nuovo singolo di Daniele Nick, brano prodotto da Orange Park Records e distribuito da Believe Distribution. Si tratta di una critica aperta verso coloro che esprimono giudizi affrettati basati esclusivamente sull’apparenza.

Daniele Nick in questo singolo esprime il disagio di non sentirsi mai nel posto giusto, dovuto alla totale mancanza di empatia di chi ha attorno. Rock duro, parole forti e messaggi provocatori, sono le armi con cui l’artista grida la propria opinione e trova la forza di essere sé stesso.

Il video è realizzato in computer-generated imagery e ci porta all’interno di un paio di cuffie, dentro i fili, dove la musica scorre come sangue nelle vene. Sullo sfondo esplodono scosse elettriche e roteano vinili mentre Daniele Nick, in versione animata, si fa largo abilmente tra le note per intonare il suo brano.

I messaggi che l’artista vuole trasmettere con questo video sono diversi e complementari. Daniele attraverso la musica riesce a mettersi a nudo ed esprimere le proprie emozioni e pensieri senza maschere o barriere. Da qui la scelta di mostrare il suo alter-ego e di presentarsi all’interno di un paio di cuffie, unico mezzo per avere voce ed entrare in testa.

Intervista a Daniele Nick

Cosa rappresenta “Mediocrità” nel tuo percorso musicale?

Mediocrità è la risposta che avrei voluto dare in occasione di alcuni momenti ingiusti che ho vissuto, in cui il giudizio gratuito di persone mediocri mi ha colpito, ed al quale non ho saputo prontamente rispondere. Con la musica sono riuscito a trovare la forza di farlo.

Il brano parla di chi non si sente mai nel posto giusto. Questa sensazione può essere considerata il sale della tua essenza artistica?

Diciamo che, quando ho cominciato a sentirmi così, ho capito di aver bisogno della musica per esprimere questa sensazione. Mi sento fuori luogo principalmente perché non condivido la direzione che sta prendendo il mondo. Confido e spero sempre in un ritorno al passato. Questo stato d’animo ha dato e tutt’ora dà vita ai miei brani.

Il testo si caratterizza per un approccio molto duro, diretto. Quali sono i tuoi modelli di riferimento?

Devo essere sincero, per la scrittura dei testi non ho dei modelli di riferimento. Spesso scrivo per necessità di raccontare un’emozione o uno stato d’animo che a voce non riuscirei ad esprimere allo stesso modo. La musica è il mio solo mezzo di comunicazione, quindi nei miei testi non vengono usati mezzi termini.

Musicalmente si riconoscono diverse influenze legate a un rock d’annata. Cosa pensi della nuova scena rock internazionale?

Credo ci siano delle nuove band veramente interessanti e preparatissime, che riescono a non far troppo rimpiangere gli anni d’oro del Rock e a cui va riconosciuto il merito di portare certi contenuti al giorno d’oggi.

Quale credi possa essere il tuo ruolo nella discografia attuale?

Un ruolo sicuramente scomodo, perché mi piace andare controcorrente usando le armi della diversità ma soprattutto della verità.

Come è nata l’idea di un videoclip animato?

Sin dall’inizio del progetto abbiamo spesso pensato ad una realizzazione animata. Il mio alter ego canta le parole del brano proiettato in una dimensione parallela che si trova all’interno di grandi cuffie. Come se in quelle cuffie ci fosse questo piccolo microcosmo in cui è la musica a parlare senza vincoli ed a entrare nella testa dell’ascoltatore.

Foto di Lisa Schiavoni

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