Walter Vacchino, proprietario del Teatro Ariston di Sanremo, in un’intervista a Sanremonews traccia un bilancio dell’edizione 2023 della kermesse e parla dell’ipotesi Palafestival.
“La cosa bella di quest’anno è stato il coinvolgimento dell’intera città, senza dimenticare che il nostro palco entra ogni anno in tutte le famiglie italiane. Amadeus è stato bravissimo a svecchiare il Festival, garantendo l’interesse per lo stesso, da parte di giovani e meno giovani.”
Vacchino parla anche del Teatro Ariston.
“Abbiamo moltissime location di ripresa, tra i Tg, la molte trasmissioni e altre che apparivano improvvisamente negli angoli del teatro, la comunicazione dall’Ariston è stata a 360 gradi, con notizie e commenti che ha reso sempre più esplosiva, la potenza di fuoco del Festival.”
Sanremo, le parole di Walter Vacchino, tra l’edizione 2023 e il Palafestival
“Noi possiamo aumentare gli spazi e migliorare la struttura come abbiamo fatto, aggiungendo fabbricati e uffici. E anche quest’anno sono previsti nuovi lavori di miglioramento. E’ chiaro che è una scelta editoriale: oggi abbiamo una bomboniera con posti privilegiati che creano il ‘sogno’ di partecipare al Festival. Se si fa uno spazio più grande, il progetto deve cambiare l’idea anche se quella giusta è sicuramente quella dei palchi diffusi.
[…] E’ una festa della città per un progetto che sarà mantenuto e migliorato. Sicuramente il Festival deve dilatarsi la settimana precedente, con concerti anche nelle location esterne.”
Un pensiero chiaro sul Palafestival.
“Qualsiasi struttura si costruisca, questa deve aver almeno 3.500/4.000 posti, altrimenti diventa una copia dell’Ariston, senza dare una potenzialità diversa. […] Sanremo, sicuramente, avrebbe bisogno di una struttura di una capacità superiore all’Ariston, ma penso che questa non dovrebbe essere decentrata, altrimenti si vive un effetto ‘solitudine’ in centro. In questo momento non lo vedo come obiettivo a breve, magari a medio e lungo termine si.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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