Eurovision 2024 pagelle

L’Eurovision Song Contest 2024 è terminato e mi sono presa 24 ore per tracciare un bilancio della kermesse, con le mie irriverenti pagelle.

Eurovision, le irriverenti pagelle dell’edizione 2024 del contest

Baby Lasagna (Croazia) – voto 10
Il rappresentante croato, come spesso capita, è arrivato a Malmö da papa ed è ripartito alla volta di Zagabria da cardinale. Purtroppo capita e anche piuttosto spesso. Da notare, però, che in un’edizione contraddistinta dalle polemiche, Marko non ha mai e poi mai rilasciato dichiarazioni sopra le righe oppure offensive nei confronti di qualcuno. Probabilmente senza le valanghe di voti giunti per Ucraina e Israele oggi parleremmo di una sua vittoria, ma con i se e con i ma non si fa la storia. L’accoglienza al rientro in patria è da vera e propria star. Baby Lasagna ha portato in scena uno spettacolo incredibile e ha affrontato la kermesse da vero e proprio big navigato. Complimenti vivissimi e… un saluto ai suoi miciotti!

Dons (Lettonia) e LADANIVA (Armenia) – voto 9
Dons
e i LADANIVA sono da considerare come le sorprese più inaspettate dell’Eurovision 2024. Il rappresentante lettone porta il suo paese in finale dopo ben 8 anni e conquista un più che onorevole sedicesimo posto, nonostante uno staging obiettivamente povero. Il cantautore ha affrontato la kermesse con cortesia e disponibilità nei confronti di tutti; stampa e fans e ha conquistato il pubblico con la sua umiltà mista a una simpatia inaspettata, perchè mescolata con la timidezza. Solo il 20% dei bookmakers credeva nella sua qualificazione alla finale, invece… è andata molto meglio del previsto.
Ancora meglio i LADANIVA, che tra lo stupore generale conquistano un piazzamento in Top Ten, supportati dalle giurie, ma anche dal televoto (il miglior piazzamento dal 2017). Semplicemente bravi. Le improvvisate esibizioni sul turquoise carpet (Qui il video di una cantata in… napoletano!) hanno sicuramente aiutato!

Slimane (Francia) e ISAAK (Germania) – voto 8
I rappresentanti di Francia e Germania, seppur per motivi diversi, possono ritenersi più che soddisfatti. Slimane ha sfiorato il podio ottenendo un ottimo piazzamento per le giurie, mentre ISAAK, inaspettatamente ha conquistato un dodicesimo posto che nessuno aveva messo in programma. Slimane ha un po’ peccato di superbia non incontrando la stampa durante il turquoise carpet e questo sicuramente lo ha un po’ penalizzato, ma siamo certi che il passaggio eurovisivo può avergli dato una visibilità importante. ISAAK, dopo una prima fase in cui sembrava piuttosto svogliato, ha trovato la giusta grinta e… si è divertito cantando e suonando, affrontando, quindi, al meglio l’esperienza eurovisiva.

Nemo (Svizzera) – voto 7
Al vincitore solo 7? Obiettivamente sì. Vittoria meritata e supportata da giurie (soprattutto) e televoto, ma le dichiarazioni post vittoria non sono piaciute a me e alla mia gattina Ukiyo, che ora dorme beata sulle mie gambe. Vinci e ti lamenti di alcune regole dell’EBU? Vinci e la prima cosa che fai è sventolare una bandiera vietata? Vinci e, invece di essere contento, ti lamenti perchè in Svizzera non è considerata la definizione di “non binario”? Vinci e rompi il trofeo? Ragazzo… fly down… e goditi la vittoria! Come direbbe Mino, il barista dove mio marito si ferma di nascosto per bere la gustosa grappa barricata Francoli“Ama chi vuoi, canta e non rompere i…!”
(Per la cronaca il barista Mino pensa che Binario sia il titolo di una canzone di Claudio Villa…)

Italia – voto 6
Nota bene. Il mio voto è per l’Italia, non per Angelina Mango. La nostra rappresentante è stata a dir poco straordinaria. Un’artista che, nonostante la sua giovane età, è riuscita a sopportare la pressione e a fornire sul palco performance convincenti. Il pubblico europeo è rimasto stregato dalla sua arte e il settimo posto finale di certo non le rende giustizia. L’errore della RAI (che ha rivelato le percentuali di televoto nella seconda semifinale) ha sicuramente inciso, ma, lo dico con dispiacere, un voto basso va anche a Mara Maionchi. Troppo poco a fuoco e non preparata adeguatamente, a differenza di Gabriele Corsi semplicemente straordinario, ma un po’ frenato dalle imprecisioni pronunciate dall’ex discografica. Ottimo lavoro anche da parte della Rai che ha fornito una copertura più che adeguata all’evento, con collegamenti, interviste, approfondimenti. Anni fa un lavoro del genere sarebbe stato semplicemente impensabile.

Televisione svedese – voto 5
La televisione svedese per anni è stato un punto di riferimento europeo ed eurovisivo, mentre per Eurovision 2024 gli errori sono stati notevoli ed evidenti. E’ stato corretto non sottolinearli durante la manifestazione, ma anche la regia televisiva quest’anno, diciamoci la verità, non è stata all’altezza. La Svezia non ha brillato per qualità organizzativa, a partire dal turquoise carpet di domenica pomeriggio. Qual è stato il problema che ha afflitto la televisione svedese? Difficile da capire, ma un’autocritica è assolutamente necessaria, perchè dopo la BBC… è crollato anche il mito SVT!

Bambie Thug (Irlanda) – voto 4
Bambina cara, hai la possibilità di riportare il tuo paese sul podio dell’Eurovision dopo 27 anni e tu cosa fai? Il giorno della finale ti impelaghi in polemiche poco argomentate? E’ vero. L’immagine di Bambie è stata controversa fin dall’inizio (mia suocera ancora fatica a prendere sonno pensando a lei…), ma perchè agitare ulteriormente le acque a poche ore dalla finalissima? Tutto questo ha sicuramente contato e ha portato la giovanotta al sesto posto, a oltre 100 punti dalla Top 5. Obiettivamente… un’occasione sprecata. Per cosa poi?

Norvegia e Finlandia – voto 3
La performance dei finlandesi Windows95Man è stata a dir poco esilarante e sembra impossibile che il pubblico non l’abbia apprezzata, così come qualcosa non torna sull’ultimo posto dei norvegesi Gate. Quale può essere stato il problema? Molto probabilmente la scelta degli spokeperson dei due paesi (Alessandra Mele per la Norvegia) di dare forfait a poche ore dalla finale. Un comportamento che non è piaciuto a molti eurofans che molto semplicemente… hanno evitato di votarli. Per la Finlandia comunque un dignitoso 19° posto, mentre la Norvegia torna fanalino di coda dopo 12 anni!

Olly Alexander (Regno Unito) – voto 2
Tesoro caro, cosa pensavi di fare sul palco di Malmö? “Il troppo stroppia”, lo diceva anche la tua connazionale Mary Poppins! L’orgia gay messa in scena poteva essere curiosa all’inizio, ma poi è sembrata a tutti, ma proprio a tutti eccessiva. Olly Alexander, pur essendo una star internazionale e che da poco ha pubblicato un duetto con Benjamin Ingrosso, ha ottenuto zero (dico zero!) punti al televoto! Proprio come un James Newman qualunque! Forse è il caso di fare autocritica, soprattutto perchè la canzone non era poi così male.

Le delegazioni iper-protettive – voto 1
Quest’anno, a differenza del passato, abbiamo avuto parecchie difficoltà nell’organizzare interviste con gli artisti in gara durante la settimana a Malmö. Motivo? Iper-protezione degli artisti da parte delle delegazioni, che avevano paura di chissà quali affermazioni pericolose! L’Eurovision è una manifestazione musicale e, chi ha anche nel nome la parola universale “music” se ne frega della posizione politica o dei gusti sessuali di un cantante. Pensa alla musica. Questa iper-protezione ha fatto decisamente male a molti. (In questo caso una menzione particolare alla maleducazione di due delegazioni straniere i cui addetti stampa, Maria e Niklas, hanno veramente ecceduto, con parole… ben poco edificanti! E i risultati dei loro protetti… non sono stati così buoni! Hi hi hi hi hi hi!)

Il mancato omaggio a Toto Cutugno – voto 0
In un Eurovision così complicato, dove si discute di frontiere, barriere e il cui claim è UNITED BY MUSIC non si può non ricordare Toto Cutugno. Non esiste proprio. Il povero artista, scomparso lo scorso agosto, ha vinto nel 1990 e presentato la kermesse nel 1991, oltre a essere ancora considerato un’icona musicale in molti paesi dell’area eurovisiva. Per la qualità della musica che ha composto e per la sua caratura artistica avrebbe meritato almeno un minuto di menzione. Invece nulla! Ricordate il titolo della canzone con cui vinse l’Eurovision 1990 di Zagabria? Insieme 1992, parlava di Europa unita. Un’Europa che, a parole, è una solida realtà, ma che nei fatti… è lontana anni luce! Con buona pace di Jean Monnet!