Manuel Agnelli Maneskin

Manuel Agnelli torna a parlare dei Maneskin e di X Factor, alla vigilia della pubblicazione del suo primo album solista.

L’artista il prossimo 12 agosto sarà a Bergamo in Piazzale degli Alpini per NXT Station, sul palco con Frankie e DD dei Little pieces of marmelade, Giacomo Rossetti dei Negrita e Beatrice Antolini. Per promuovere il concerto ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

“Il tour è tosto, sto ascoltando e mi piace portare un suono decisamente spinto, senza fraintendimenti. Questi musicisti hanno quel tipo di caratteristica. Sanno manipolare il rumore e il volume con maestria, l’energia esplode. Nei pezzi che sono già usciti ho suonato di tutto, inventando le percussioni a casa. Ho usato grandi bidoni, catene, coperchi di pentole. E porterò tutto sul palco.”

Maneskin, Manuel Agnelli ricorda X Factor

Immancabile un pensiero sui Maneskin.

“Hanno un grande talento comunicativo ed è sempre stato chiaro a tutti. Potevano essere molte cose, erano cappelloni, si sono presentati con camicie a fiori e uno stile tra il funky e il reggaeton. Io li ho spinti a essere abrasivi, li ho indirizzati verso sonorità chitarristiche. Questo è stato il mio più grande merito: aver dato loro la patente di legittimità per essere rock.”

Poi un particolare su Damiano.

“Mi era stato chiesto di calmarlo: in tv poteva risultare antipatico e arrogante. Al contrario, l’ho enfatizzato. Gli ho detto: “Fai quello che vuoi”. E, con poca umiltà, ho avuto ragione.”

Qualche tempo fa Manuel ha dichiarato che non gli sarebbe dispiaciuto avere le royalties di Beggin’

“È stata una battuta. E poi è una cover. Mi pregio di esserci stato nel loro percorso: al Festival di Sanremo (quando hanno vinto) e poi non sono mancate le collaborazioni.”

Un pensiero su X Factor, che quest’anno Manuel Agnelli seguirà da casa.

“Per non finire troppo prigioniero dell’immagine di cattivo e fustigatore. Mi ero stancato. Avrei reso innocui i messaggi che trasmetto.”