MTV EMAs Maneskin

Maneskin Raffaella Deamici
Il successo dei Maneskin ha creato il mito dei quattro musicisti protagonisti assoluti del 2021. Una venerazione da parte del pubblico italiano, europeo e internazionale, che, come prevedibile, ha anche scatenato gli hater.

Tra i tanti che denigrano l’ottimo lavoro svolto da Damiano, Victoria, Ethan e Thomas ci sono anche coloro, che pur avendo anche il doppio dei loro anni, non comprendono il loro genere musicale e minimizzano i risultati ottenuti.

La Dottoressa Raffaella Deamici, psicologa psicoterapeuta di Milano, che opera all’interno di uno studio privato ed è collaboratrice di Ats, Università e scuole superiori milanesi, ha parlato dei Maneskin in un articolo pubblicato dal Corriere dell’Economia.

Maneskin, un messaggio importante dalla psicologa Raffaella Deamici

“Il caso emblematico è costituito da quegli adulti che sui social denigrano e offendono i Maneskin e li considerano un cattivo esempio, da non seguire.

Proprio a questi adulti mi piacerebbe poter tradurre il linguaggio della band, con i suoi gesti, i testi e le linguacce. Non tanto perché possano apprezzare i Maneskin a livello musicale o umano, ma perché riescano a comprendere che insultare questi quattro ragazzi equivale a denigrare un’intera generazione, in quanto i Måneskin rappresentano gli adolescenti di oggi. Parlano della bolla nera che li inghiotte, li imprigiona, e cantano di amore, libertà, speranza e rinascita, ed incarnano perfettamente l’interiorità dell’adolescente, con le tante declinazioni di rabbia, tristezza, amore e desiderio di rivalsa.

Loro ‘stanno’ sul finire dell’adolescenza, sono maturi anche emotivamente e vivono una condizione di consapevolezza di sé e di rivalsa per i soprusi subiti negli anni.”

Parole ricche di significato e spunto di riflessione per un’intera generazione.

“Nel momento in cui un adolescente sente di aver subito un torto, di essere sottovalutato, denigrato o non riconosciuto nei propri diritti, per sopravvivere a volte si difende mettendo in campo la rabbia, altre volte diventando triste, molto triste o drammaticamente triste.

Ecco quindi che i Maneskin, cantando i propri pensieri per affermarsi o mostrando anche la loro nudità, giocando con il corpo come avviene nel periodo dell’adolescenza, spronano tanti giovani a sentirsi liberi di essere se stessi senza nessuna grave ripercussione, senza occhi troppo giudicanti, senza grandiose aspettative da parte degli adulti. I Maneskin in pratica gridano: puoi essere te stesso!”

Una chiara spiegazione del fenomeno Maneskin, che la Dottoressa Raffaella Deamici conclude così.

“Con quegli adulti che, spesso senza esserne consapevoli, distruggono quel ponte oggi troppo fragile, quegli adulti che forse non conoscono l’adolescenza o non ricordano nemmeno la propria, quegli adulti che, offendendo i Måneskin, non sanno di far male agli adolescenti, creando ferite profonde e distruggendo quel fragile sé nascente.

Ecco, mi piacerebbe poter dire a ogni adulto che se non trova simpatia per un Damiano o una Victoria basterebbe scrivere o dire “non mi piace, non è il mio genere”. Aggiungere mortificazioni significa andare oltre, ferire. L’adulto deve fermarsi perché il danno che provoca negli individui più fragili è pesante.

Mi piacerebbe un’unione a livello mondiale che permetta di costruire un ponte forte, possente, che sappia reggere le fragilità di adolescenti e adulti, un ponte dove ci si possa incontrare senza dover offendere o ergere muri difensivi.”

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