Talèa

Dopo l’uscita dell’EP d’esordioTales”, scritto tra Scozia e Irlanda, la giovane cantautrice marchigiana Talèa – alias Cecilia Quaranta – torna con una personalissima versione di “Amandoti”, celebre brano dei CCCP scritto da Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, affidandosi alla produzione del genio elettronico di Flavio Ferri (Delta V).

Talèa svela così un duplice obiettivo: approcciarsi alla lingua italiana (i prossimi singoli saranno infatti tutti in italiano, ndr) e modernizzare il proprio sound, che vede sempre la fedelissima chitarra acustica al suo fianco. Questa volta, però, ci sono anche le infrastrutture elettroniche create da Flavio Ferri, fondatore dei Delta V e noto musicista e produttore.

«Questo brano ha il dono dell’universalità, un concetto che mi affascina da sempre. È culla di una verità estremamente a fuoco e, allo stesso tempo, autentica al punto di trovare espressione in ciascun individuo, assumendo forme meravigliosamente personali. Mentre lo canto, questo brano riesce contemporaneamente a essere solo mio e di tutti. La sua grandezza è il motivo per il quale l’ho scelto come punto di svolta, come inizio di una sperimentazione, come occasione per avvicinarmi a un mondo musicalmente a me nuovo. “Amandoti”, per me, è il filo che collega “Tales” a quello che verrà».

Talèa, “Amandoti”

Dopo decine e decine di concerti come Cecilia Quaranta, la necessità di un nuovo nome porta la giovane cantautrice a ricercare il nocciolo della sua intenzione artistica: proporre qualcosa che sia nuovo, unico e originale, ma rispettosamente fedele al patrimonio lasciatoci dai grandi della musica nazionale e internazionale.

La Talèa è un rametto destinato a radicarsi; è una porzione di pianta capace di emettere radici e di rigenerarsi dando vita a un nuovo individuo. «Proprio secondo questa logica – racconta Cecilia – il mio scopo è quello di creare un ponte tra ciò che è stato e ciò che può esistere oggi: i grandi artisti di ieri come spunto per una musica nuova, per una musica che mi rappresenti oggi».